(premessa di Riccardo)
Questa guida nasce come naturale continuazione della versione 1.0 già pubblicata nel nostro sito dallo stesso autore ovvero Luigi55.
Prima di procedere alla descrizione delle tecniche che comunemente si utilizzano per la germinazione dei nostri semi si descriverà in breve quali sono i meccanismi chimici e biologici che intervengono nella germinazione:
Capacità di germinazione:
Un seme si considera buono, germinabile quando presenta al suo interno una percentuale di umidità del 6-8%, percentuali inferiori 3/4% permettono ancora la germinazione ma con maggiore difficoltà, naturalmente ci sono casi particolari in cui per permettere la germinazione l’umidità non deve scendere al di sotto di certi valori (ad es. la ghianda subisce la mortalità dei semi intorno al 18% di umidità).
Fasi iniziali della germinazione:
Nelle primissime fasi della germinazione avviene l’assorbimento dell’acqua in maniera abbastanza veloce, ma dopo questa prima fase l’assorbimento cessa, esternamente non si notano cambiamenti.
Ma è a questo punto si innescano i meccanismi che permettono la crescita.
Inizialmente si forma la radice che fuoriuscendo dal tegumento si allunga inserendosi nel terriccio, inizia la fase della crescita, della radice e del germoglio, caratterizzata da una intensificazione dell’assorbimento dell’acqua.
Il corretto svolgimento delle varie fasi e fortemente influenzato dalla temperatura. Un aumento di temperatura, per le conseguenze che ha sulla velocità delle reazioni biochimiche, dovrebbe stimolare la germinazione. La germinazione dei peperoncini avviene in un intervallo termico definito, che può essere 20-35°C . All’interno di questo intervallo termico specifico un aumento di temperatura ha effetti positivi più sulla velocità di germinazione (il tempo medio impiegato dai semi per germinare ) che sulla capacità germinativa (la quantità di semi che riescono a germinare )
Successivamente avviene la crescita del fusto e delle padule che grazie al rigonfiamento rompono ulteriormente il guscio del seme e fuoriescono in cerca di luce, per poter svolgere il complesso sistema di trasformazione chimica denominato sintesi clorofilliana.
Riprende l’assorbimento, l’acqua grazie ai peli radicali viene pompata grazie al complesso meccanismo osmotico fino alle padule che svolgono inizialmente la funzione delle foglie.
Germinazione su terriccio:
La crescita dei semi può essere effettuata anche in un terreno povero, come già detto il seme contiene al suo interno le sostanze di riserva che gli consentono l’avvio della germinazione e la crescita della radice e dei cotiledoni. Normalmente però si consiglia di utilizzare un buon terriccio specifico per semine, (se ne trovano di veramente validi in commercio), preferire quelli sterilizzati, addizionare una percentuale dal 20% al 30% di perlite

Un apporto di materiali come la perlite, rende il terriccio sufficientemente poroso e arieggiato consentendo alle radici una crescita sana e vigorosa.
Seminare in vasetti singoli, tipo yogurt o bicchieri di plastica, (forati sul fondo), in modo da
avere sufficiente spazio di crescita per le radici e non essere costretti a trapiantare troppo
presto. Preparare il vasetto mettendo sul fondo uno strato di circa 1-1,5 cm. di argilla espansa
(di piccolo calibro) o in alternativa piccoli pezzi di polistirolo espanso, in modo da permettere una
veloce fuoruscita dell’acqua in eccesso.
Completare il riempimento con il terriccio precedentemente preparato. Alcuni agricoltori consigliano di mettere in superficie uno strato di vermiculite di circa 2 mm e successivamente inserire uno o al massimo due semi nello strato di vermiculite, affondando per una profondità pari alla dimensione del seme (4 – 5 mm al massimo), questo sistema se da un lato permette di mantenere il seme sempre ben umido, da un altro può presentare dei problemi se disponiamo di un germ-box, per gli elevati tassi di umidità che si possono presentare.
Pertanto se si dispone di un germ-Light-box con illuminazione dall’alto e con riscaldamento fornito dalle stesse lampade, avremo una situazione in cui lo strato superficiale si asciuga più spesso.
In questo caso mi sentirei di consigliare l’utilizzo dello strato superficiale di vermiculite.
Nell’altro caso (germ-box con riscaldamento dal basso), si ha una situazione ambientale ricca di umidità, pertanto la vermiculite aumenterebbe notevolmente il rischio di marciume del seme.
Per la prima innaffiatura utilizzare un nebulizzatore, innaffiando fino a che non si nota l’acqua fuoriuscire dai buchi sul fondo dei bicchieri.
A questo punto lasciare sgrondare bene, e mettere il vasetto/bicchierino nel grow-box. Una volta nel grow-box non innaffiare se non strettamente indispensabile.
Dopo che il seme è germinato, togliere il vasetto dal grow.box e metterlo nel light-box sotto
Illuminazione, (se il tegumento non si è ancora staccato dalle padule, lasciare ancora una mezza giornata nell’ambiente altamente umido del grow-box, onde permettere il corretto distacco).
Germinazione su nuovi tipi di substrato:
Un sistema valido è quello dei cubi di lana di roccia chiamati “RockWool Grodan”.
Questo sistema largamente utilizzato nelle colture idroponiche, sta prendendo piede anche
come sistema per la germinazione, ricordando di prestare particolare attenzione nell’effettuare
il trapianto, onde evitare rottura delle tenere radichette.
I cubi sono composti da una roccia vulcanica (basalto), fusa a 1600° e fatta filare fino ad
aumentare il volume di circa 90 volte. Il trattamento ad alta temperatura assicura anche una
perfetta sterilizzazione mentre la filatura permette la creazione di interstizi tra le fibre che
assicurano una elevata ossigenazione.
Una volta che il seme è germinato
lasciar crescere le radici fino a che iniziano a fuoriuscire dal
cubo, poi trapiantare l’intero cubo, in vasi capienti pieni di terriccio, (80% terriccio da giardino
+ 20% perlite, o vermiculite).
Molti agricoltori consigliano di non usare i "cubi di torba" secondo loro non servono a nulla, anzi arrestano lo sviluppo della pianta.
Su questo argomento ci sono stati pareri discordanti nelle varie discussioni effettuate nel forum, al momento si può affermare che il sistema (almeno per quanto riguarda la germinazione), è stato usato senza grossi problemi
Semina in vermiculite pura.
Questo sistema dà alla pianticella tantissimo ossigeno, il substrato trattiene molta umidità, grazie al sistema tampone che permette di non avere mai eccessiva umidità attorno alle radici, nel
substrato si mantiene così un’elevata percentuale di ossigeno consentendo alle radici di
svilupparsi velocemente. Le piantine crescono velocemente già nella prima settimana dopo la
germinazione. Quando il seme germoglia, spostarli nel light-box.
Questi ultimi due sistemi, vermiculite e lana di roccia, garantiscono statisticamente risultati del
90% della germinazione, confrontato con il 60/70% della semina in terriccio e al 50% o meno
dei cubi (Jiffy Cubes).
Dopo il secondo/terzo giorno dalla germinazione possiamo iniziare a
somministrare una leggera concimazione con un concime liquido al 30% della dose consigliata
con titolo 5-55-17 disciolto possibilmente in acqua distillata (almeno per la prima settimana),
questo incentiverà lo sviluppo delle radici delle giovani piantine.
Mantenere la temperatura tra i 20 e i 25 gradi poiché un clima caldo è di fondamentale
importanza nelle prime settimane. Quando la piantina ha tre o quattro paia di foglie
trapiantare su un vaso capiente. Trapianta le piantine il meno possibile, tieni conto che ogni
trapianto è uno stress per la pianta.
Un’ultima raccomandazione importante, sterilizza i contenitori con una soluzione a base di
candeggina, specialmente se sono stati usati nella stagione precedente.
Germinazione su strati di scottex
Appoggiando il seme su alcuni strati di scottex umidificati (non allagati), creeremo la condizione ideale per la germinazione.
Appena vedremo apparire la radichetta, trasferiremo il seme sul terriccio.
Radichetta appena spuntata seme pronto per il trapianto
Se lasciamo crescere troppo la radichetta corriamo il rischio di danneggiarla nell’effettuare il trapianto sul terriccio.

Radichetta appena spuntata seme pronto per il trapianto
Se lasciamo crescere troppo la radichetta corriamo il rischio di danneggiarla nell’effettuare il trapianto sul terriccio.
Nella foto che segue l'esempio di una radice troppo sviluppata:


Per effettuare il trapianto si consiglia di usare una pinzetta, stringendo solamente il tegumento senza toccare la delicata radichetta.
Posizionamento del seme sul terriccio.
Possibili problemi di questa tecnica:

L’unico problema che può sorgere con la tecnica della germinazione nello scottex è dato dal possibile inquinamento del seme da parte di muffe, dovuto ad una cattiva pulizia del supporto o a causa di eccessiva umidità.
Per evitare che si possano formare delle muffe effettuare una sterilizzazione preventiva del seme con una soluzione di acqua e varecchina al 10%, tenendolo immerso nella soluzione per 10 min, effettuare successivamente un lavaggio per eliminare i residui di varecchina.
In alternativa è possibile utilizzare dell’acqua ossigenata pura per 20 min.
Sistemi per agevolare la germinazione
Esistono vari sistemi più o meno validi per agevolare o stimolare la germinazione, ecco una breve carrellata:
Perossido di idrogeno(acqua ossigenata)
Comunemente disponibile in una 3% soluzione. Si può usare nella piena forza per approssimativamente 20 minuti per disinfettare seme ed alterare il tegumento del seme.
Può anche essere diluito in metà acqua, in questo caso, i semi possono essere messi a bagno per 24 ore.
L’utilizzo viene consigliato solo per la capacità disinfettante ed ammorbidente del tegumento, non per una supposta capacità di accelerazione della germinazione dovuta ad un aumento della percentuale di ossigeno.
Sodium/Calcium Hypoclorito (Ipoclorito di Sodio), Varecchina
Comunemente disponibile come candeggina da bucato.
Sterilizza efficacemente e disinfetta se usata in una soluzione del 10%.
Mettere a bagno il seme per 20 minuti per sterilizzare, successivamente sciacquare molto bene.
Alcol e gli Altri Solventi
Molti solventi volatili, incluso alcol etilico (quello che si usa per preparare i liquori casalinghi), sono stati menzionati per un supposto effetto sulla germinazione di seme. Questo, piuttosto è il risultato di un ammorbidimento del tegumento del seme che alcune volte risulta incerato e quindi non solubile all’acqua, presentando pertanto difficoltà nell’assorbimento.
Gibberelline
L'acido di Gibberellico promuove la germinazione in molti semi. Aiuta anche a superare della tendenza di alcune varietà a crescere lentamente. Il seme può essere messo a bagno con concentrazione da 100 a 1,000 ppm per 24 ore, al momento non vengono presentati risultati di studi condotti sui semi di peperoncino.
Citochinine.
I naturali ormoni di crescita incentivano la germinazione di alcuni generi di seme agendo a livello molecolare su processi biologici.
Molti tipi di citochinine sintetiche sono disponibili nei cataloghi specializzati, ma da quando devono essere tenuti ad una temperatura bassa per prevenire la decomposizione, non sono più disponibili nei garden center.
Si usano mettendo a bagno i semi per tre minuti nelle Citochinine alla concentrazione di 100 ppm.
Etilene
Questa sostanza, si forma naturalmente nelle piante e ha un numerosi effetti biologici, incluso la stimolazione della germinazione di seme. Uno dei prodotti chimici disponibili per il giardiniere, che genera etilene è l’Etefon.
Siccome le gibberelline, le citochinine e l’etilene sono tre componenti dominanti nell'iniziare la germinazione, è naturale che loro lavorino meglio quando applicati insieme.
Nitrato di potassio.
Alcuni agricoltori notarono che alcuni tipi di semi (inattivi), germinano meglio se bagnati con una soluzione di nitrato di potassio al 0.2%.
I semi dovrebbero essere messi a bagno per non più di 24 ore e poi sciacquati bene.
Vitamine
Il supplemento di vitamina più comune per piante è vitamina B1
( thiamine).
Altre vitamine del complesso di B possono essere utili.
Acido di Nicotinic (Niacin), ed acido ascorbico (la vitamina C) possono essere raccomandati.
Tè di Salice
Un tè preparato con la corteccia di salice contiene una sostanza che migliora le azioni degli ormoni della pianta e sembra incentivare la germinazione.
Il seme viene messo in ammollo in tè di salice per 24 a 48 ore.
Questa piccola carrellata di sistemi che vengono attualmente testati non pretende di dare indicazioni su sistemi che possano accelerare la germinazione, un sistema che può essere valido con un tipo di seme può essere controindicato con un altro.
L’unica sostanza che permette l’inizio della germinazione è l’acqua, grazie all’acqua mettiamo il seme in condizioni adatte alla germinazione, ma quello che invia il messaggio, che inizia l’attività enzimatica è l’embrione se tagliamo un seme a metà, osserveremo che la metà priva dell’embrione ovviamente non germina ma neppure idrolizza le riserve, mentre nell’altra germinazione e idrolisi procedono regolarmente. Evidentemente è l’embrione che produce un “messaggio”che fa scattare l’attività enzimatica.
Esperimenti di laboratorio hanno evidenziato che di tutte le sostanze prese in esame solo le gibberelline innescano delle attività enzimatiche simili a quelle prodotte dall’embrione.
Un saluto da Peperonciniamoci.it