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Scritto da riccardo   
giovedì 19 marzo 2009
Abbiamo il piacere di pubblicare l'intervista a Mario Dadomo, Direttore dell'Azienda Sperimentale STUARD di Parma

Ciao Mario anzitutto grazie per averci dato l'opportunità di intervistarti. Partiamo subito con le prime domande, la prima è obbligatoria: di cosa si occupa l'Azienda STUARD?
L’Azienda Agraria Sperimentale Stuard è un’Azienda Speciale della Provincia di Parma ed effettua principalmente sperimentazione in agricoltura biologica ed integrata sulle principali colture erbacee del territorio emiliano-romagnolo (pomodoro da industria, cereali, foraggere, colture industriali, orticole, etc.). Da alcuni anni stiamo inoltre attuando progetti sull’utilizzo di fonti di energie rinnovabili e sul mantenimento della biodiversità. Sul nostro sito www.stuard.it c’è un costante aggiornamento sulle nostre attività e sugli appuntamenti di interesse collettivo.


Il logo dell'Azienda Stuard di Parma
 
Da quante persone è composta?
Siamo solamente 4 tecnici ed 1 amministrativo, cui si aggiungono diversi operai nei periodi di maggiore impegno in campo ed in serra.
 
Quale è il tuo ruolo all'interno dell'Azienda?
Direttore, responsabile della sperimentazione sulle colture orticole e della ricerca sul peperoncino (ovviamente).
 
 
Mario Dadomo in una delle sue serre piene di peperoncino.
 
Da quanto tempo lavori presso la Stuard?
Praticamente da sempre. Avendo avuto la fortuna di non vincere un concorso per un impiego di tipo burocratico (che non sarebbe stato adatto alle mie inclinazioni) nel lontano 1982, appena poco dopo la laurea in Scienze Agrarie, ottenni una borsa di studio per operare in una struttura tutta da costruire com’era allora il Podere Stuard (non avevamo nemmeno un trattore). Mi ci appassionai talmente tanto da tuffarmici a capofitto, con spirito pionieristico, ed ebbi così l’opportunità di crescere professionalmente insieme ad essa, tanto da avere poi notevoli soddisfazioni, anche a livello internazionale.
 
La Stuard e la Mostra mercato del Peperoncino, perché?
Qualcuno nel 1998 mi invitò ad esporre le prime varietà che avevo selezionato ad una mostra a Salsomaggiore, la mia città. Timidamente mi presentai, con un po’ di tremarella, perché non sapevo se la cosa sarebbe piaciuta o se sarei stato deriso, proprio davanti a casa… Invece vinsi il primo premio e ottenni un articolo sulla rivista “Gardenia”, poi il Presidente dell’Accademia del Peperoncino Enzo Monaco mi invitò insieme a lui in televisione (“La vecchia fattoria” con Luca Sardella) e fu un susseguirsi di crescita di interesse per i peperoncini selezionati presso la nostra Azienda. Mi resi conto pertanto che valeva la pena creare un appuntamento fisso, in cui gli appassionati potessero ritrovarsi e condividere questa passione, che si sta ampliando sempre di più. Quest’anno avremo piante di 390 diverse varietà e attendiamo una partecipazione ancora più numerosa. Ricordo che ogni anno la data della Mostra coincide con la seconda domenica di ottobre (la data più prossima a quella dell’anniversario della scoperta dell’America, da cui il peperoncino proviene) e pertanto nel 2009 sarà l’11 ottobre.



Alcune foto delle varietà presenti in campo durante la Mostra del Peperoncino 2008

 
Da cosa nasce questa passione e da quanti anni viene portata avanti.
Come spesso accade, le cose più importanti nascono quasi per  puro caso. Dopo aver estratto e messo a dimora i semi da frutti di alcune varietà di peperoncino ricevute, mi accorsi che dalla risemina dell’anno successivo alcune piante erano diverse, mi incuriosii e seppi che il peperoncino si incrocia facilmente. Anno dopo anno ottenevo varietà sempre nuove e così questo “virus” mi colpì inesorabilmente, con la smania di ottenere sempre qualcosa di nuovo e ancora più bello. Dalla semplice passione, cominciai ad affrontare il miglioramento genetico in modo più professionale ed ora continuo ad entusiasmarmi con varietà sempre più belle e nuove (e con un po’ di invidia per quelle più belle delle mie… l’erba del vicino è sempre la più bella…).
 
Ricordi la prima volta che hai iniziato a coltivare il peperoncino?
Fu proprio nel 1982 che ricevetti i primi semi e li misi a dimora come facevo con altre specie, senza un interesse specifico. Per qualche anno mi dilettai solamente a scoprire qualcosa di nuovo, come semplice passatempo, però dalla fine degli anni ’90 mi ci impegno veramente tanto, con starnuti a non finire da ottobre a gennaio durante l’estrazione dei semi
 
Che cosa rappresenta per te il peperoncino?
Moltissimo. E’ soprattutto un modo per ricrearmi mentalmente, per conoscere tante persone in tutto il mondo, per condividere questa passione con amici e con la mia compagna (che grande fortuna…), per poterlo degustare in tante ricette diverse, ma anche per la possibilità di ricevere ogni tanto delle gratificazioni sotto il profilo professionale (altrimenti vengo periodicamente tormentato dal dubbio che si tratti solo di un gioco…).
 
Alcuni dettagli sulla Mostra. Ogni anno ora coltiviamo più di 30.000 piante in campo, quasi tutte con finalità di miglioramento genetico e collezione, solo una piccola parte alla fine può purtroppo essere utilizzata per la vendita e per il consumo. Nel campo catalogo (idea suggerita proprio da Riccardo, per avere tutte le varietà disponibili in bella mostra, senza perdersi fra le oltre 1200 nuove linee..) avremo quest’anno 390 varietà, ma ogni anno crescono.
 
Quante varietà hai coltivato nella vita?
Per varietà si intende una linea pura che abbia caratteristiche di omogeneità e riproducibilità e pertanto, oltre alle circa 300 che ho creato, se ne possono aggiungere 300-400 avute da amici e conoscenti. Ma se si parla di piante di tipo diverso in cui ho avuto il piacere di imbattermi… penso siano senz’altro più di 10.000 fino ad ora. Ovviamente molte di queste sono state necessariamente scartate, perché di interesse limitato e perché purtroppo non posso permettermi il lusso di fare solo questo nella vita.
 
Qual è la tua varietà preferita? E perché?
La mia varietà preferita… è quella che creerò domani! Se penso alle risposte che davo qualche anno fa, mi accorgo che cambio continuamente, perché l’entusiasmo per nuove scoperte è più forte del desiderio di crogiolarmi sulle mie creazioni del passato. Questo non vale solamente per le varietà da me create, ma anche per le varietà in collezione provenienti da tutto il mondo, perché il gusto della scoperta di qualcosa di nuovo è impareggiabile.
 
La selezione delle varietà: su che basi viene prodotta? Con quali risultati?
Confesso che fino a pochi anni fa i miei collaboratori principali erano… le api! Grazie agli incroci spontanei che si generavano dalle libere impollinazioni, trovavo sempre nuovi tipi che, con pazienza certosina, autofecondavo e arrivavo a portare in purezza nel giro di alcuni anni. Questo è meraviglioso, perché ogni volta salta fuori qualcosa di nuovo ed imprevisto, ma, se la mamma è certa, lo stesso non si può dire del papà… Così ho iniziato a fare incroci mirati e questo mi è servito moltissimo dal punto di vista professionale, per capire la dinamica dei geni dominanti e recessivi, dei caratteri qualitativi e quantitativi, etc. Ora che ho i capelli brizzolati ho deciso che la soluzione migliore è proseguire in entrambe le direzioni, perché ciascuna offre peculiarità uniche.
 
"La Mostra/Fiera con il numero di varietà in campo più grande al mondo": possiamo definirla cosi?
Direi proprio di si, sentendo anche esperti in materia da diverse parti del mondo. Di sicuro è la mostra con il numero di varietà ornamentali più grande in assoluto e forse anche di varietà di peperoncino in genere. Quando vidi in internet un sito americano che esaltava il fatto di rappresentare la più grande mostra al mondo con un campo comprendente 160 varietà, mi resi conto che probabilmente non esageravo nel definire il nostro campo quello più grande, ma attendo umilmente smentite…
 
Il peperoncino e l’azienda Stuard: un’attività redditizia?
Chi mi ha conosciuto sa che qui in Azienda non ci arricchiamo di certo con questa attività (abbiamo uno stipendio fisso da parte dell’Azienda Stuard, che è un Ente pubblico e quindi non un Euro si aggiungerà al nostro stipendio, anche se magari inventerò la varietà più bella del mondo…), ma talvolta c’è chi si lamenta per i costi dei semi e delle piantine. Però senza questi ricavi per la mia Azienda avrei già chiuso ogni tipo di attività sul peperoncino, perché questo è l’unico modo per finanziare la ricerca. Ho ritenuto doveroso dirlo, perché spesso c’è chi fraintende, non conoscendo a fondo la materia.
 
Progetti per il futuro?
Tanti… forse troppi per le limitate energie umane ed economiche. Certamente partiremo presto con la vendita on line dei semi: non è una cosa tanto innovativa in sé, ma alcune delle varietà che abbiamo noi non le ha nessun altro al mondo. Stiamo inoltre producendo nuove varietà ibride (per difenderci un po’ dalla semplice riproduzione da parte di concorrenti senza scrupoli), stiamo introducendo resistenze genetiche ad alcune malattie, stiamo selezionando nuove varietà su richiesta specifica da parte di industrie di trasformazione, stiamo creando varietà ornamentali completamente dolci ed altre piccantissime, per soddisfare le più disparate richieste, etc. Magari l’anno prossimo avremo già ottenuto qualcosa di ancora nuovo e diverso, chissà!
 
Ti ringrazio ancora per la tua disponibilità e a presto.
Grazie a te Riccardo, per avermi dato l’opportunità di presentarmi in un modo un po’ più confidenziale ai numerosi frequentatori del vostro sito, che condividono con me questa passione. Un caro saluto a tutti, con la speranza di incontrarvi tutti, prima o poi.
 
Intervista di Riccardo Montatore
 
Cogliamo l'occasione per segnalare a tutti i lettori il consueto appuntamento "Fattorie Aperte" presso l'azienda Stuard (17 e 24 Maggio) durante il quale sarà possibile acquistare piantine di peperoncino, prodotti a base di peperoncino e prodotti tipici del territorio.
 
per info:www.stuard.it / Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
 

 

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