Dave Dewitt a Viareggio ospite dell'Accademia del Peperoncino
Scritto da riccardo
mercoledì 19 maggio 2010
A cena con il "Papa" del peperoncino. L'Accademia del
peperoncino rende omaggio a Dave DeWitt, il massimo esperto della spezia
piccante, in visita in Italia. Nella foto: Marco Carmazzi e Dave
DeWitt.
Nelle primissime fasi della germinazione avviene l’assorbimento
dell’acqua in maniera abbastanza veloce, ma dopo questa prima fase
l’assorbimento cessa, esternamente non si notano cambiamenti.
Ma è a questo punto si innescano i meccanismi che permettono la
crescita.
Inizialmente si forma la radice che fuoriuscendo dal tegumento si
allunga inserendosi nel terriccio, inizia la fase della crescita, della
radice e del germoglio, caratterizzata da una intensificazione
dell’assorbimento dell’acqua.
Il corretto svolgimento delle varie fasi e fortemente influenzato dalla
temperatura. Un aumento di temperatura, per le conseguenze che ha sulla
velocità delle reazioni biochimiche, dovrebbe stimolare la
germinazione. La germinazione dei peperoncini avviene in un intervallo
termico definito, che può essere 20-35°C . All’interno di questo
intervallo termico specifico un aumento di temperatura ha effetti
positivi più sulla velocità di germinazione
(il tempo medio impiegato dai semi per germinare ) che sulla capacità
germinativa (la quantità di semi che riescono a germinare )
Successivamente avviene la crescita del fusto e delle padule che grazie
al rigonfiamento rompono ulteriormente il guscio del seme e fuoriescono
in cerca di luce, per poter svolgere il complesso sistema di
trasformazione chimica denominato sintesi clorofilliana.
Riprende l’assorbimento, l’acqua grazie ai peli radicali viene pompata
grazie al complesso meccanismo osmotico fino alle padule che svolgono
inizialmente la funzione delle foglie.
Germinazione su terriccio:
La crescita dei semi può essere effettuata anche in un terreno
povero, come già detto il seme contiene al suo interno le sostanze di
riserva che gli consentono l’avvio della germinazione e la crescita
della radice e dei cotiledoni. Normalmente però si consiglia di
utilizzare un buon terriccio specifico per semine, (se ne trovano di
veramente validi in commercio), preferire quelli sterilizzati,
addizionare una percentuale dal 20% al 30% di perlite
Un apporto di materiali come la perlite, rende il terriccio
sufficientemente poroso e arieggiato consentendo alle radici una
crescita sana e vigorosa.
Seminare in vasetti singoli, tipo yogurt o bicchieri di plastica,
(forati sul fondo), in modo da
avere sufficiente spazio di crescita per le radici e non essere
costretti a trapiantare troppo
presto. Preparare il vasetto mettendo sul fondo uno strato di circa
1-1,5 cm. di argilla espansa
(di piccolo calibro) o in alternativa piccoli pezzi di polistirolo
espanso, in modo da permettere una
veloce fuoruscita dell’acqua in eccesso.
Completare il riempimento con il terriccio precedentemente preparato.
Alcuni agricoltori consigliano di mettere in superficie uno strato di
vermiculite di circa 2 mm e successivamente inserire uno o al massimo
due semi nello strato di vermiculite, affondando per una profondità
pari alla dimensione del seme (4 – 5 mm al massimo), questo sistema se
da un lato permette di mantenere il seme sempre ben umido, da un altro
può presentare dei problemi se disponiamo di un germ-box, per gli
elevati tassi di umidità che si possono presentare.
Pertanto se si dispone di un germ-Light-box con illuminazione dall’alto
e con riscaldamento fornito dalle stesse lampade, avremo una situazione
in cui lo strato superficiale si asciuga più spesso.
In questo caso mi sentirei di consigliare l’utilizzo dello strato
superficiale di vermiculite.
Nell’altro caso (germ-box con riscaldamento dal basso), si ha una
situazione ambientale ricca di umidità, pertanto la vermiculite
aumenterebbe notevolmente il rischio di marciume del seme.
Per la prima innaffiatura utilizzare un nebulizzatore, innaffiando fino
a che non si nota l’acqua fuoriuscire dai buchi sul fondo dei
bicchieri.
A questo punto lasciare sgrondare bene, e mettere il
vasetto/bicchierino nel grow-box. Una volta nel grow-box non innaffiare
se non strettamente indispensabile.
Dopo che il seme è germinato, togliere il vasetto dal grow.box e
metterlo nel light-box sotto
Illuminazione, (se il tegumento non si è ancora staccato dalle padule,
lasciare ancora una mezza giornata nell’ambiente altamente umido del
grow-box, onde permettere il corretto distacco).
Grande successo della 4ª edizione della fiera del peperoncino tenutasi domenica 13 Settembre presso il Vivaio Crescenzo di Torvajanica.
Centinaia di persone hanno partecipato all’evento ormai giunto alla sua quarta edizione. Quanta ammirazione per i variopinti colori e le incredibili forme dei peperoncini delle oltre 500 piante esposte. Molti si sono cimentati nell’assaggio dei piccantissimi peperoncini (da guinness dei primati) caratterizzati da sapori fruttati e da profumatissimi aromi.
La manifestazione, ottimamente organizzata dal Vivaio Crescenzo e dai collaboratori Riccardo e Stefano Montatore, curatori del sito www.peperonciniamoci.it , assume ormai i connotati di una vera e propria fiera che ci ha di fatto trascinato ed incuriosito tra i diversi stand riguardanti il settore del giardinaggio e della gastronomia specializzata. Un ringraziamento alla Gardena Italia e alla Flortis per aver messo a disposizione i propri stand con tecnici preparati che hanno risposto alle numerosissime domande d dei visitatori nonché agli sponsor Vigorplant e Plastecnic.
Grande successo anche per lo stand allestito da Alessandro Bello, arboricoltore professionista, dove si sono potute ammirare le tecniche di arrampicata e di potatura degli alberi. A dargli una mano il volenteroso Emiliano Vescovo, giardiniere professionista.
Per la parte gastronomica ringraziamo la gelateria “Dolci Tentazioni” di Martin Pescatore che ha deliziato il palato dei presenti con il gelato al peperoncino e la pizzeria “La casetta” che ci ha fatto assaggiare la sua famosa pizza condita con il peperoncino.
Insomma, atmosfera di amicizia e cordialità, allietata dalla musica del duo musicale professionista di Natti’Fred, noto agli ambienti per la sua presenza in molte trasmissioni RAI e della “guest star” Dino Kappa , uno dei piu’ grandi bassisti italiani, che, a sorpresa, si e’ aggregato ai due musicisti formando un trio d’eccezione.
A questo punto non rimane che allargare i ringraziamenti a tutti i presenti e dare appuntamento per la 5ª edizione.
Abbiamo il piacere di pubblicare l'intervista a
Mario Dadomo, Direttore dell'Azienda Sperimentale
STUARD di Parma
Ciao Mario anzitutto
grazie per averci dato l'opportunità di intervistarti. Partiamo subito con le
prime domande, la prima è obbligatoria: di cosa si occupa l'Azienda STUARD?
L’Azienda Agraria Sperimentale Stuard è un’Azienda Speciale
della Provincia di Parma ed effettua principalmente sperimentazione in
agricoltura biologica ed integrata sulle principali colture erbacee del
territorio emiliano-romagnolo (pomodoro da industria, cereali, foraggere,
colture industriali, orticole, etc.). Da alcuni anni stiamo inoltre attuando
progetti sull’utilizzo di fonti di energie rinnovabili e sul mantenimento della
biodiversità. Sul nostro sito www.stuard.it
c’è un costante aggiornamento sulle nostre attività e sugli appuntamenti di
interesse collettivo.
Il logo dell'Azienda Stuard di Parma
Da quante persone è
composta?
Siamo solamente 4 tecnici ed 1 amministrativo, cui si
aggiungono diversi operai nei periodi di maggiore impegno in campo ed in serra.
Quale è il tuo ruolo
all'interno dell'Azienda?
Direttore, responsabile della sperimentazione sulle colture
orticole e della ricerca sul peperoncino (ovviamente).
Mario Dadomo in una delle sue serre piene di peperoncino.
Da quanto tempo
lavori presso la Stuard?
Praticamente da sempre. Avendo avuto la fortuna di
non vincere un concorso per un impiego di tipo burocratico (che non sarebbe
stato adatto alle mie inclinazioni) nel lontano 1982, appena poco dopo la
laurea in Scienze Agrarie, ottenni una borsa di studio per operare in una
struttura tutta da costruire com’era allora il Podere Stuard (non avevamo
nemmeno un trattore). Mi ci appassionai talmente tanto da tuffarmici a
capofitto, con spirito pionieristico, ed ebbi così l’opportunità di crescere
professionalmente insieme ad essa, tanto da avere poi notevoli soddisfazioni,
anche a livello internazionale.
La Stuard e la Mostra
mercato del Peperoncino, perché?
Qualcuno nel 1998 mi invitò ad esporre le prime varietà che
avevo selezionato ad una mostra a Salsomaggiore, la mia città. Timidamente mi
presentai, con un po’ di tremarella, perché non sapevo se la cosa sarebbe
piaciuta o se sarei stato deriso, proprio davanti a casa…
Invece vinsi il primo premio e ottenni un articolo sulla
rivista “Gardenia”, poi il Presidente dell’Accademia del Peperoncino Enzo
Monaco mi invitò insieme a lui in televisione (“La vecchia fattoria” con Luca
Sardella) e fu un susseguirsi di crescita di interesse per i peperoncini
selezionati presso la nostra Azienda.
Mi resi conto pertanto che valeva la pena creare un
appuntamento fisso, in cui gli appassionati potessero ritrovarsi e condividere
questa passione, che si sta ampliando sempre di più. Quest’anno avremo piante
di 390 diverse varietà e attendiamo una partecipazione ancora più numerosa.
Ricordo che ogni anno la data della Mostra coincide con la seconda domenica di
ottobre (la data più prossima a quella dell’anniversario della scoperta
dell’America, da cui il peperoncino proviene) e pertanto nel 2009 sarà l’11
ottobre.
Alcune foto delle varietà presenti in campo durante la Mostra del Peperoncino 2008
Da cosa nasce questa
passione e da quanti anni viene portata avanti.
Come spesso accade, le cose più importanti nascono quasi
per puro caso. Dopo aver estratto e messo a dimora i semi da frutti di
alcune varietà di peperoncino ricevute, mi accorsi che dalla risemina dell’anno
successivo alcune piante erano diverse, mi incuriosii e seppi che il
peperoncino si incrocia facilmente. Anno dopo anno ottenevo varietà sempre
nuove e così questo “virus” mi colpì inesorabilmente, con la smania di ottenere
sempre qualcosa di nuovo e ancora più bello. Dalla semplice passione, cominciai
ad affrontare il miglioramento genetico in modo più professionale ed ora
continuo ad entusiasmarmi con varietà sempre più belle e nuove (e con un po’ di
invidia per quelle più belle delle mie… l’erba del vicino è sempre la più
bella…).
Ricordi la prima
volta che hai iniziato a coltivare il peperoncino?
Fu proprio nel 1982 che ricevetti i primi semi e li misi a
dimora come facevo con altre specie, senza un interesse specifico. Per qualche
anno mi dilettai solamente a scoprire qualcosa di nuovo, come semplice
passatempo, però dalla fine degli anni ’90 mi ci impegno veramente tanto, con
starnuti a non finire da ottobre a gennaio durante l’estrazione dei semi
Che cosa rappresenta
per te il peperoncino?
Moltissimo. E’ soprattutto un modo per ricrearmi
mentalmente, per conoscere tante persone in tutto il mondo, per condividere
questa passione con amici e con la mia compagna (che grande fortuna…), per
poterlo degustare in tante ricette diverse, ma anche per la possibilità di
ricevere ogni tanto delle gratificazioni sotto il profilo professionale
(altrimenti vengo periodicamente tormentato dal dubbio che si tratti solo di un
gioco…).
Alcuni dettagli sulla
Mostra.
Ogni anno ora coltiviamo più di 30.000 piante in campo,
quasi tutte con finalità di miglioramento genetico e collezione, solo una
piccola parte alla fine può purtroppo essere utilizzata per la vendita e per il
consumo.
Nel campo catalogo (idea suggerita proprio da Riccardo, per
avere tutte le varietà disponibili in bella mostra, senza perdersi fra le oltre
1200 nuove linee..) avremo quest’anno 390 varietà, ma ogni anno crescono.
Quante varietà hai
coltivato nella vita?
Per varietà si intende una linea pura che abbia
caratteristiche di omogeneità e riproducibilità e pertanto, oltre alle circa
300 che ho creato, se ne possono aggiungere 300-400 avute da amici e
conoscenti. Ma se si parla di piante di tipo diverso in cui ho avuto il piacere
di imbattermi… penso siano senz’altro più di 10.000 fino ad ora. Ovviamente
molte di queste sono state necessariamente scartate, perché di interesse
limitato e perché purtroppo non posso permettermi il lusso di fare solo questo
nella vita.
Qual è la tua varietà
preferita? E perché?
La mia varietà preferita… è quella che creerò domani! Se
penso alle risposte che davo qualche anno fa, mi accorgo che cambio
continuamente, perché l’entusiasmo per nuove scoperte è più forte del desiderio
di crogiolarmi sulle mie creazioni del passato.
Questo non vale solamente per le varietà da me create, ma
anche per le varietà in collezione provenienti da tutto il mondo, perché il
gusto della scoperta di qualcosa di nuovo è impareggiabile.
La selezione delle
varietà: su che basi viene prodotta? Con quali risultati?
Confesso che fino a pochi anni fa i miei collaboratori
principali erano… le api! Grazie agli incroci spontanei che si generavano dalle
libere impollinazioni, trovavo sempre nuovi tipi che, con pazienza certosina,
autofecondavo e arrivavo a portare in purezza nel giro di alcuni anni. Questo è
meraviglioso, perché ogni volta salta fuori qualcosa di nuovo ed imprevisto,
ma, se la mamma è certa, lo stesso non si può dire del papà…
Così ho iniziato a fare incroci mirati e questo mi è servito
moltissimo dal punto di vista professionale, per capire la dinamica dei geni
dominanti e recessivi, dei caratteri qualitativi e quantitativi, etc.
Ora che ho i capelli brizzolati ho deciso che la soluzione
migliore è proseguire in entrambe le direzioni, perché ciascuna offre
peculiarità uniche.
"La Mostra/Fiera
con il numero di varietà in campo più grande al mondo": possiamo definirla
cosi?
Direi proprio di si, sentendo anche esperti in materia da
diverse parti del mondo. Di sicuro è la mostra con il numero di varietà
ornamentali più grande in assoluto e forse anche di varietà di peperoncino in
genere. Quando vidi in internet un sito americano che esaltava il fatto di
rappresentare la più grande mostra al mondo con un campo comprendente 160
varietà, mi resi conto che probabilmente non esageravo nel definire il nostro
campo quello più grande, ma attendo umilmente smentite…
Il peperoncino e
l’azienda Stuard: un’attività redditizia?
Chi mi ha conosciuto sa che qui
in Azienda non ci arricchiamo di certo con questa attività (abbiamo uno stipendio fisso da parte dell’Azienda
Stuard, che è un Ente pubblico e quindi non un Euro si aggiungerà al nostro stipendio, anche se magari inventerò la
varietà più bella del mondo…), ma talvolta c’è chi si lamenta per i costi dei
semi e delle piantine.
Però senza questi ricavi per la mia Azienda avrei già
chiuso ogni tipo di attività sul peperoncino, perché questo è l’unico modo per
finanziare la ricerca. Ho ritenuto doveroso dirlo, perché spesso c’è chi
fraintende, non conoscendo a fondo la materia.
Progetti per il
futuro?
Tanti… forse troppi per le limitate energie umane ed
economiche. Certamente partiremo presto con la vendita on line dei semi: non è
una cosa tanto innovativa in sé, ma alcune delle varietà che abbiamo noi non le
ha nessun altro al mondo. Stiamo inoltre producendo nuove varietà ibride (per
difenderci un po’ dalla semplice riproduzione da parte di concorrenti senza
scrupoli), stiamo introducendo resistenze genetiche ad alcune malattie, stiamo
selezionando nuove varietà su richiesta specifica da parte di industrie di
trasformazione, stiamo creando varietà ornamentali completamente dolci ed
altre piccantissime, per soddisfare le più disparate richieste, etc. Magari
l’anno prossimo avremo già ottenuto qualcosa di ancora nuovo e diverso, chissà!
Ti ringrazio ancora
per la tua disponibilità e a presto.
Grazie a te Riccardo, per avermi dato l’opportunità di
presentarmi in un modo un po’ più confidenziale ai numerosi frequentatori del
vostro sito, che condividono con me questa passione. Un caro saluto a
tutti, con la speranza di incontrarvi tutti, prima o poi.
Intervista di Riccardo Montatore
Cogliamo l'occasione per segnalare a tutti i lettori il consueto appuntamento "Fattorie Aperte" presso l'azienda Stuard (17 e 24 Maggio) durante il quale sarà possibile acquistare piantine di peperoncino, prodotti a base di peperoncino e prodotti tipici del territorio.
per info:www.stuard.it /
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