Preparazione dei peperoncini
a cura di Luigi55
Essiccazione
Il metodo classico di conservazione del
peperoncino è farlo seccare, si preparano delle trecce o collane,
infilando con un ago il gambo del peperoncino, poi si espongono le
trecce all’esterno in una posizione riparata ed arieggiata, avendo cura
di non esporre al sole diretto.
Varietà di peperoncini molto carnosi come i Rocoto o i
Jalapeno, non sono adatti all’essicazione, infatti vengono consumati
utilizzando diversi tipi di preparazioni, che più avanti descriverò.
Volendo in ogni caso cimentarsi a seccare queste varietà conviene
dotarsi di un “essiccatore”, un elettrodomestico dotato di una serie di
dischi impilabili forati e di una base che emette aria tiepida tramite
una ventola accoppiata ad una resistenza, con questo sistema si possono
seccare mediamente 1 ÷ 1,5 kg. di peperoncini puliti, ne esistono anche
versioni professionali (usate principalmente per l’essicazione di
funghi e/o frutta), che permettono di trattare quantità superiori.
Nelle fasi di preparazione dei peperoncini è d’obbligo dotarsi di
guanti di lattice monouso e di una mascherina, perché anche l’odore
(specialmente nelle varietà più piccanti), è particolarmente fastidioso
e può provocare starnuti ed irritazioni a livello di mucose nasali e
agli occhi.
Ricordarsi di non toccare gli occhi o grattarsi (specialmente il
viso o altre zone sensibili), il bruciore potrebbe essere
insopportabile, in ogni caso eventualmente ricorrere al pronto
soccorso.
Un’aiuto di primo intervento è dato da un lavaggio con del latte,
infatti la parte oleosa asporta la maggior parte di capsaicina e altre
sostanze contenute nel peperoncino, dando prontamente un certo
sollievo.
Una volta essiccati si possono conservare così, ponendoli in vasi di
vetro ermetici, o si possono macinare, con un macinino elettrico per il
caffè, ottenendo delle polveri col grado di macinatura preferito.
Possiamo preparare anche delle miscele di varietà diverse di
peperoncino, creando una miscela dalle caratteristiche di aromi e
piccantezza particolari.
In questo la fantasia non ha limiti.
Congelazione
Surgelare i peperoncini è abbastanza semplice, dobbiamo però utilizzare
alcune semplici regole che ci permetteranno di avere un prodotto già
pronto all’uso per utilizzo successivo.
Pulire i peperoncini dividendoli in due (quelli più piccoli), o più parti, eliminare il gambo e i semi.
Mettere a bollire in una pentola, aceto e vino in parti uguali, a
bollore iniziato mettere i peperoncini già puliti e lasciarli per uno,
due minuti (non devono cuocere), quest’oprazione permette la chiusura
dei pori e durante il congelamento le particelle d’acqua presenti
congeleranno in forma di micro-cristalli impedendo la creazione di
grosse gocce d’acqua congelata che (aumentando di volume), romperebbero
le pareti della carne del peperoncino, facendo perdere di consistenza
all’atto dello scongelamento.
La leggera bollitura consente anche di acidificare il prodotto, col risultato di avere anche una maggiore sicurezza alimentare.
Per l’utilizzo possiamo scegliere di cucinare i pezzi direttamente
senza passare dalla fase di scongelamento, o di scongelare se dobbiamo
dividere il prodotto per l’utilizzo in varie preparazioni.
In ogni caso mai ricongelare il prodotto se non si è utilizzato
completamente.
Si consiglia pertanto, per evitare sprechi, di dividere in porzioni,
già all’atto del congelamento, in modo da poter utilizzare la quantità
necessaria.
Per avere una scorta di peperoncini sott’aceto da
utilizzare tutto l’anno, attenersi alle seguenti regole:
Utilizzare solo i peperoncini sani, che non presentino tracce di
marciume (anche tagliando la parte, non siamo certi che il processo non
sia iniziato da un’altra parte del frutto).
Utilizzare solo aceto di vino, altri tipi (aceto di mele ad es.), non
sono adatti perchè modificano il colore e sapore del frutto.
Per la preparazione della soluzione, utilizzare esclusivamente aceto e
vino bianco (spenderemo di più ma avremo un prodotto senz’altro
migliore).
Preparazione:
Preparare i vasetti ben puliti e sterilizzati in una soluzione di
ipoclorito di sodio al 20%, risciacquati in acqua e lasciarli asciugare
perfettamente.
Se abbiamo comprato i peperoncini (non è il nostro caso),
mettiamoli a bagno in acqua in cui abbiamo sciolto uno o due cucchiai
di bicarbonato, questo agevolerà l’eliminazione di eventuali pesticidi,
successivamente li asciughiamo bene e li bucherelliamo con una
forchetta (questo permetterà all’aceto di entrare anche all’interno del
frutto.
Ora non dobbiamo fare altro che posizionarli nei vasetti e
riempire con la soluzione preparata mettendo a bollire (solo per
qualche minuto) la miscela di aceto e vino, in modo da evitare la
perdita di acidità dell’aceto.
Non ci resta che chiudere il vasetto e pastorizzare mettendo i
vasetti in una pentola capiente, avendo cura di avvolgerli prima
dell’inserimento con un foglio di carta, in modo da evitare eventuali
rotture dovute a possibili urti dei vasetti durante la fase di
bollitura.
Riempire la pentola di acqua fredda fino a coprire completamente
i vasetti, portare ad ebollizione e dal momento che inizia il primo
bollore contare 20’ di bollitura.
Lasciare raffreddare naturalmente dentro la pentola, una volta freddi,
togliere i vasetti e verificare se il tappo non faccia il classico
“click-clack” premendo al centro, altrimenti procedere nuovamente alla
pastorizzazione. Se tutto è avvenuto in modo corretto, conservare in
ambiente buio i vasetti.
Alcuni affermano che si possono conservare i vasetti senza
effettuare la pastorizzazione, perché l’acidità dell’aceto non permette
l’infezione da botulino.
L’affermazione può essere corretta, ma è più sicuro effettuare la
pastorizzazione perché l’aceto potrebbe avere una acidità bassa (quella
consigliata è 5°-6°), e a bassi valori di acidità l’infezione potrebbe
avvenire ugualmente.
Pratica molto comune in Messico e in tutti i
paesi latino americani, in Italia risulta poco utilizzata come sistema
di preparazione casalinga, anche se si sta scoprendo l’utilizzo per la
preparazione di varie ricette della cucina messicana.
Per l’affumicatura viene utilizzata soprattutto la varietà Jalapeno, ma
anche altre varietà a polpa carnosa si prestano bene a questa pratica.
Il prodotto finito chiamato Chipotle o Chilpotle, viene utilizzato
nella preparazione di molte classiche salse “Barbecue”, si presenta
come un peperoncino essiccato, ma dall’invitante profumo di affumicato.
Se non si ha molta pratica, non è molto facile affumicare i
peperoncini, specialmente se si abita in appartamento e non si ha a
disposizione un cortile.
Un sistema abbastanza veloce, che ho sperimentato ottenendo buoni
risultati è questo:
Si mettono ad asciugare i peperoncini jalapeno (precedentemente
bucherellati), nell’essicatore, quando sono quasi essiccati del tutto
si tolgono dall’essicatore.
Prepariamo ora dei trucioli di legno di frutta (vanno bene quelli
di ciliegio di prugno etc..), o utilizziamo delle confezioni che si
trovano in negozi specializzati, sono dei trucioli adatti allo scopo e
che non devono contenere residui di prodotti conservanti o trattanti
per il legno, in quanto rilascerebbero durante la produzione di fumo
delle sostanze altamente pericolose (tipo diossina o altro).
Mettiamo a bagno in acqua o meglio in rum, i trucioli per alcune ore, li togliamo lasciandoli scolare bene.
Utilizziamo ora una vecchia pentola capiente inutilizzata,
posizioniamo una manciata di trucioli nel fondo e successivamente
mettiamo una griglia con dei piedini distanziatori che tengono i
peperoncini a un certa altezza (io ho utilizzato la griglia in acciaio
inox del forno a micronde.).
Copriamo bene la pentola mettendo sopra il coperchio anche uno
straccio in modo da limitare al massimo l’emissione di fumo
nell’ambiente.
Accendiamo il fornello a bassissimo regime ed aspettiamo l’emissione
del fumo dei trucioli.
Per avere una buona affumicatura dovremo lasciare i peperoncini
all’interno della pentola svariate ore, possiamo anche operare per
gradi, spegnendo del tutto il fornello e lasciando ben chiusa la
pentola, accendendo nuovamente ad intervalli di una mezz’ora circa.
Alla fine avremo un prodotto abbastanza valido, che si avvicina molto
ai Chipotle, venduti, con la soddisfazione che li abbiamo preparati
noi.
Tutti abbiamo preparato l’olio piccante, però
seguendo i post del forum ho notato che alcune volte sono state poste
delle domande, sulla conservazione dell’olio, o su una formazione
gelatinosa bianca.
Chiariamo che l’olio piccante deve essere fatto rigorosamente con
frutti essiccati (per bene).
Non essendo acido l’olio non conserva come l’aceto e non impedisce la
formazione del pericoloso botulino.
Pertanto se vogliamo preparare un ottimo e soprattutto sicuro olio
piccante, dobbiamo procedere in questo modo:
Scegliamo le varietà di peperoncino che ci interessano, le
essicchiamo seguendo le modalità sopra descritte, possiamo utilizzare
anche delle varietà che solitamente non si usano ma che ci piacciono
per il gusto particolare ma l’importante è che i peperoncini siano
veramente secchi, senza traccia di umidità.
Possiamo utilizzare qualsiasi tipo di olio, io consiglio di utilizzare
solo del buon olio d’oliva extravergine delle vostre zone.
Se non siete grossi consumatori di olio piccante (non è il nostro
caso), preparatene solo una piccola quantita ad esempio ¼ di L, perche
se passa molto tempo dalla preparazione l’olio potrebbe diventare
rancido o prendere dei sapori o retrogusti poco piacevoli è meglio
conservare in un contenitore i peperoncini secchi e preparare
nuovamente l’olio quando finisce.
La conservazione sott’olio per i motivi
sopraesposti, presenta delle difficoltà superiori rispetto a quella
sott’aceto, ma chi non ha mai preparato i peperoncini tondi sott’olio.
Una corretta procedura nella preparazione, si potrebbe riassumere in queste semplici regolette:
1. Utilizzare dei peperoncini sani privi di evidenti segni di deterioramenti.
2. Pulire i peperoncini togliendo il gambo e svuotandoli dei semi e
placenta, avendo l’accortezza di usare sempre i guanti e non toccarsi
il viso o gli occhi.
3. Sbollentarli per alcuni minuti in aceto (60%) e vino bianco (non aggiungere acqua).
4. Lasciarli asciugare bene sopra un canovaccio, tenendoli rivoltati per permettere una perfetta asciugatura.
5. Riempirli a nostro piacimento, con tonno; tonno e capperi; o
tonno capperi e come chiusura un filetto d’acciuga arrotolato a
girella(ogni regione ha la sua valida ricetta).
6. Posizionare i peperoncini nei vasetti ed aggiungere olio di semi fino al riempimento (non riempire fino all’orlo).
7. Lasciare i vasetti a riposo (senza chiudere), per una
mezz’oretta in modo da permettere ad eventuali bollicine di aria di
salire in superficie, aggiungere eventualmente un filo d’olio se si è
abbassato dopo la fuoriuscita dell’aria.
8. Tappare e procedere alla pastorizzazione nel solito modo.
Raccomando nelle preparazioni sott’olio di effettuare sempre la
pastorizzazione, per quelle sott’aceto alcuni non la eseguono, ma il
rischio è limitato data l’acidità.