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fireplants

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Cayenna

Cayenna (4/11)

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  1. Puoi provare con la tua urina. Non è uno scherzo! Diluita 1:20, esempio 50 ml di urina in 1 litro d'acqua. Data una volta alla settimana. Un'urina di media concentrazione (varia molto in base ai momenti della giornata, quindi c'è chi la raccoglie in una tanica per averla della concentrazione media) contiene circa 7 grammi di azoto per litro di urina. L'azoto è presente sotto forma di UREA (CH4N2O), che ad opera dei microrganismi presenti nel suolo diventa infine azoto assimilabile dalle piante. L'unico "svantaggio", sempre che lo sia, è che non è di pronto utilizzo, ma va incontro ad un processo di trasformazione che è tanto più rapido quanto più massiccia è la presenza dei batteri nitrificanti nel terreno. Questi sono presenti ovunque, ma tendono a moltiplicarsi laddove è presente ammoniaca. Dunque se tu cominci a concimare le piantine di peperoncino da giovani, e continui con la cadenza di una volta alla settimana con la diluizione sopra indicata, alla fine le tue piante avranno sempre azoto di pronto utilizzo. Tieni presente però che l'urina contiene quantità inferiori degli altri macroelementi, fosforo e potassio, che comunque ci sono. Io ho perfino provato a confrontare piante concimate con un generico concime NPK commerciale e piante concimate con l'urina 1:20 in acqua, una volta alla settimana, e devo dire che sono cresciute uguali. Se ti fa schifo... tieni presente che l'urina è generalmente priva di microrganismi e che comunque, se anche fossero presenti, le piante ed i loro frutti rimangono sostanzialmente sicure. Nei paesi del terzo mondo si fa largo uso di questo sistema, visto che è di pronta reperibilità ed è gratis.
  2. Io ne ho prese alcune. Per la sofferenza post travaso credo sia una conseguenza del cambiamento delle condizioni ambientali. Occhio che spesso, ma non sempre, si tratta di F1, quindi avvantaggiate dal vigore ibrido. Inviato dal mio GT-I9100 utilizzando Tapatalk
  3. Post ormai vecchio ma vale la pena avvisare che non necessariamente il terriccio era già infestato, anzi. Spesso i moscerini arrivano dopo, e mettono le uova dove trovano ambiente molto umido. Vasi piccoli devono essere necessariamente bagnati ogni giorno e dunque attirano gli insetti. Inviato dal mio GT-I9100 utilizzando Tapatalk
  4. Ti riferisci alla lombricoltura? Inviato dal mio GT-I9100 utilizzando Tapatalk
  5. Un'osservazione interessante: qualche anno fa piantai piante della stessa varietà parte nell'orto, in pieno sole e con la terra di campo; parte in fioriera di cemento in posizione semi-soleggiata, con terriccio commerciale. Ebbene le piante avevano alla fine aspetti molto diversi: quelle in pieno sole erano complessivamente più piccole, le foglie erano più numerose ma più piccole. Quelle in fioriera erano più alte, con meno foglie ma più grandi. La mia ipotesi fu che la differenza sulle dimensioni dipendeva probabilmente dal terriccio: più areato e soffice nella fioriera (e forse anche più fertile) e più compatto nell'orto. Per quanto riguarda le foglie, forse era la luce diversa. Il pieno sole ha privilegiato foglie più piccole, che disperdono meno umidità e comunque prendono luce a sufficienza. Mentre nella fioriera c'era bisogno di foglie più grandi (meno ore di luce) e non c'erano problemi di umidità.
  6. Non vorrei andare fuori discussione, ma sto pensando di provare a fare la lombricoltura. Per chi non sa come funzioni, dico velocemente che si tratta di una specie particolare di lombrichi da alimentare con gli scarti organici delle nostre cucine e che in tempi piuttosto rapidi trasformano gli scarti in humus di lombrico molto fertile. Il tutto è più veloce del semplice compost, che richiede più tempo. E il prodotto che ne deriva è di qualità superiore. Ci sono posti dove si possono acquistare i primi lombrichi che non sono quelli che troviamo normalmente nel giardino. Può bastare anche un grosso contenitore di plastica con dei fori per la reazione. In questo modo risparmiamo sulla produzione di scarti di umido, e otteniamo un humus che i terricci Commerciali si possono scordare. Inviato dal mio GT-I9100 utilizzando Tapatalk
  7. Sul forum queste informazioni ci sono, anche se purtroppo risultano un po' sparse in varie discussioni e manca una guida ordinata. Da ciò che ho potuto capire io leggendo qui e non solo, ho tratto i seguenti insegnamenti: - EC: conducibilità elettrica. Rappresenta la presenza di sali nel terriccio. Dato che la capacità di condurre corrente aumenta con l'aumentare della quantità di sali, la misura dell'EC serve a stimare la quantità totale di sali presenti. Non dice però nulla sulla proporzione fra gli stessi. Si tratta comunque di una indicazione importante perché ci permette di sapere se il terriccio in questione è adeguato alla coltivazione del peperoncino oppure no. Un valore eccessivamente alto, oltre 1,5 dS/m secondo alcune tabelle per il capsicum annuum, comporta un progressivo diminuire della salute e della produttività della pianta. Un valore troppo basso indica che non sono presenti sufficienti nutrimenti per la pianta, che quindi potrà soffrire di carenze. Valori tra 0,5 e 0,8 dS/m sono considerati adeguati per la coltivazione del peperoncino. -pH: esprime l'acidità del terriccio. Anche questo deve rientrare in un range. Valori tra 5,5 e 6,8 sono considerati buoni, con un ideale intorno al 6,5. Al di sotto e al di sopra del range, si manifestano problemi nell'assorbimento dei nutrimenti, che possono assomigliare (ed in effetti lo sono) ad una carenza degli stessi. Anche se effettivamente i minerali sono presenti nel terriccio. - composizione (torbe, humus, ecc...) danno un'indicazione sulla consistenza, fertilità ed acidità del terriccio in questione. Solitamente i terricci commerciali vengono ottenuti miscelando torbe ed humus di diversa origine. La torba bionda acida di sfagno pura è molto acida, per esempio. Può essere usata tal quale solo per piante acidofile, come le carnivore, ma non è adatta alla maggiorparte delle piante. Può avere un pH basso come 3,5. Per la sua consistenza, tuttavia, può essere utilizzata in miscela con altre torbe con un pH più alto per raggiungere un equilibrio più adatto alle piante non acidofile. Gli humus rappresentano la parte più fertile dei terricci perché derivano dalla decomposizione di organismi vegetali che apportano più o meno tutti i nutrimenti richiesti per la crescita delle piante. -il rapporto C/N (carbonio / azoto). Più è basso tale rapporto, più azoto è presente in forma immediatamente disponibile per le piante. E' l'esempio dei letami, che possono avere un C/N tra 10 (pollina) e 30 (letame bovino). Materie come la paglia, invece, hanno un rapporto alto, intorno a 50. Quando si utilizza un terriccio con un rapporto C/N basso, si sa che il terriccio fornisce una rapida cessione di azoto utile alla crescita delle piante. Ma si sa anche che questo tenderà ad esaurirsi piuttosto velocemente. Un rapporto alto (sopra il 30-40), significa che parte dell'azoto è "immobilizzato" nel terriccio a causa della non completa decomposizione della sostanza organica, ed anche perché i microorganismi stessi che attuano la decomposizione si nutrono essi stessi di azoto, perché questo rientra nel loro metabolismo. Finché l'azoto non è sufficientemente abbondante i microorganismi non lo libereranno nel terreno perché indispensabile per la loro vita. Una conseguenza utile di ciò è che si crea una riserva nel tempo. L'azoto verrà rilasciato poco alla volta ma per un tempo più lungo (mesi). Traendo delle conseguenze da questi dati, generalmente quando si cerca del terriccio per i peperoncini si dovrebbe: 1- scegliere un terriccio con un pH intorno a 6,5 (nel tempo purtroppo tenderà a salire a causa del calcare dell'acqua di annaffiatura) 2- verificare che l'EC sia tra 0,5 e 0,8 dS/m. Almeno per avere un range ideale. Questo anche perché l'acqua calcarea avrà già una propria salinità che andrà ad incrementare quella del terriccio. Se poi abbiamo intenzione di utilizzare anche dei fertilizzanti, dobbiamo tenere conto di questi, perché anche questi aumentano l'EC. Un EC troppo basso, per contro, indica che non sono presenti nutrimenti a sufficienza e quindi bisognerà da subito concimare. Attendiamo altre risposte più "illuminate"
  8. Ecco proprio in questi giorni chiedevo qualcosa di simile: che differenza c'è tra la salinità espressa sull'etichetta ITALIANA come 0,5 dS/m e la conducibilità, espressa su quella francese, di 40 mS/m? 0,5 dS dovrebbe essere uguale 50 mS, non a 40. Come mai?
  9. Infatti è tutto chiaro. Può cambiare da micro a milli a deci... ma il numero è quello. Mentre il discorso dei ppm ha un fattore di conversione tra 0.5 e 0.7 a seconda dei paesi ma al massimo nel caso di questa etichetta può diventare 750 ppm fino a 900 ppm. Trenta non salta fuori comunque. Inviato dal mio GT-I9100 utilizzando Tapatalk
  10. Prova... a volte ricercare la causa è più complicato che azzerare tutto. Più che altro mi meraviglia che tu abbia usato del concime così presto. Anche quello potrebbe essere la causa. Inviato dal mio GT-I9100 utilizzando Tapatalk
  11. Ciao a tutti, oggi ho visto da Leroy Merlin dei sacchi di terriccio Vigorplant, che riportavano due valori distinti per CONDUCIBILITA' ELETTRICA E SALINITA'. Conducibilità elettrica 1.500 microsiemens/cm (uguale quindi a 1,5 millisiemens/cm o 1,5 ds/m). Salinità: 30 ms/m o qualcosa del genere... potrei sbagliare l'unità, ma il numero era 30. E non mi spiego come mai siano distinti salinità e EC. Da quel che ho capito io la salinità si stima proprio in base all'EC, cioè alla conducibilità elettrica, che è il primo valore che ho indicato. Quindi il secondo che cosa significa? Inoltre 30 non è riconducibile a nessuna equivalenza, in quanto non si tratta di spostare la virgola nella conversione, ma è proprio un numero diverso. Qualcuno sa fornire delucidazioni?
  12. Metti delle foto, perché se è quello che penso io è qualcosa che succede frequentemente con le luci artificiali. I miei goat's weed ed anche alcuni diavolicchi hanno le foglie viola-nero. Cosa che poi tende a svanire una volta che li metto al sole. E comunque, sempre che si tratti dello stesso fenomeno, non comporta alcun problema alle piante.
  13. Il problema non è quello di "quando" si semina. Si può seminare in qualunque periodo dell'anno. Il problema è quello delle condizioni di luce-calore-acqua-terra. Se, mettendo a germinare vicino alla finestra, le piantine sono nate e poi presto sono morte significa che una o più di queste variabili erano sbagliate. Uno degli errori frequenti, ad esempio, è la luce insufficiente: la pianta prova a crescere, anzi si allunga oltremisura alla ricerca di più luce, ma diventa sottile. Poi si accascia e muore. Il calore è già più difficile da sbagliare in casa, a meno che non l'hai "cotta" con il termosifone oppure vivi al freddo di un igloo. Se seminare vicino alla finestra fosse il sistema ideale, perché credi che tanti qui dentro si ingegnino con box, luci, ventole e via di seguito? Tanto per complicarsi la vita? Comunque il periodo ideale è seminare tra dicembre e gennaio, in modo da avere piante adulte in primavera, pronte a fare i peperoncini.
  14. Assolutamente no! Si possono tenere le luci accese 24 ore SOLO in attesa della germinazione dei semi, sempre che le luci siano la fonte di calore necessaria. Successivamente, le piante sono in grado di tollerare periodi di 24 h di luce per un po', crescendo rapidamente, ma poi cominceranno a dare segni di stress, fino a morire. Almeno 6-8 ore di buio sono necessarie per la salute delle piante.
  15. Il problema del cotton fioc è questo: anche se ho rimosso le antere (quelle che producono il polline) per evitare l'autoimpollinazione intra-fiore, poi prelevo con il cotton fioc del polline da un altra pianta e faccio l'operazione... non posso essere certo che i grani di polline che fecondano il fiore siano davvero quelli che ho prelevato dall'altra pianta. Perché l'operazione magari non è riuscita, ma altro polline è caduto dai fiori vicini della stessa pianta. Quindi io vedrò la fecondazione avvenuto, penserò che sia un'impollinazione incrociata... e invece è sempre autoimpollinazione, semplicemente da un fiore diverso della stessa pianta. La procedura della guida prevede invece l'uso di TNT (tessuto non tessuto) proprio per isolare il fiore prima e dopo l'operazione.
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