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fireplants

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  1. Puoi provare con la tua urina. Non è uno scherzo! Diluita 1:20, esempio 50 ml di urina in 1 litro d'acqua. Data una volta alla settimana. Un'urina di media concentrazione (varia molto in base ai momenti della giornata, quindi c'è chi la raccoglie in una tanica per averla della concentrazione media) contiene circa 7 grammi di azoto per litro di urina. L'azoto è presente sotto forma di UREA (CH4N2O), che ad opera dei microrganismi presenti nel suolo diventa infine azoto assimilabile dalle piante. L'unico "svantaggio", sempre che lo sia, è che non è di pronto utilizzo, ma va incontro ad un processo di trasformazione che è tanto più rapido quanto più massiccia è la presenza dei batteri nitrificanti nel terreno. Questi sono presenti ovunque, ma tendono a moltiplicarsi laddove è presente ammoniaca. Dunque se tu cominci a concimare le piantine di peperoncino da giovani, e continui con la cadenza di una volta alla settimana con la diluizione sopra indicata, alla fine le tue piante avranno sempre azoto di pronto utilizzo. Tieni presente però che l'urina contiene quantità inferiori degli altri macroelementi, fosforo e potassio, che comunque ci sono. Io ho perfino provato a confrontare piante concimate con un generico concime NPK commerciale e piante concimate con l'urina 1:20 in acqua, una volta alla settimana, e devo dire che sono cresciute uguali. Se ti fa schifo... tieni presente che l'urina è generalmente priva di microrganismi e che comunque, se anche fossero presenti, le piante ed i loro frutti rimangono sostanzialmente sicure. Nei paesi del terzo mondo si fa largo uso di questo sistema, visto che è di pronta reperibilità ed è gratis.
  2. Io ne ho prese alcune. Per la sofferenza post travaso credo sia una conseguenza del cambiamento delle condizioni ambientali. Occhio che spesso, ma non sempre, si tratta di F1, quindi avvantaggiate dal vigore ibrido. Inviato dal mio GT-I9100 utilizzando Tapatalk
  3. Post ormai vecchio ma vale la pena avvisare che non necessariamente il terriccio era già infestato, anzi. Spesso i moscerini arrivano dopo, e mettono le uova dove trovano ambiente molto umido. Vasi piccoli devono essere necessariamente bagnati ogni giorno e dunque attirano gli insetti. Inviato dal mio GT-I9100 utilizzando Tapatalk
  4. Ti riferisci alla lombricoltura? Inviato dal mio GT-I9100 utilizzando Tapatalk
  5. Un'osservazione interessante: qualche anno fa piantai piante della stessa varietà parte nell'orto, in pieno sole e con la terra di campo; parte in fioriera di cemento in posizione semi-soleggiata, con terriccio commerciale. Ebbene le piante avevano alla fine aspetti molto diversi: quelle in pieno sole erano complessivamente più piccole, le foglie erano più numerose ma più piccole. Quelle in fioriera erano più alte, con meno foglie ma più grandi. La mia ipotesi fu che la differenza sulle dimensioni dipendeva probabilmente dal terriccio: più areato e soffice nella fioriera (e forse anche più fertile) e più compatto nell'orto. Per quanto riguarda le foglie, forse era la luce diversa. Il pieno sole ha privilegiato foglie più piccole, che disperdono meno umidità e comunque prendono luce a sufficienza. Mentre nella fioriera c'era bisogno di foglie più grandi (meno ore di luce) e non c'erano problemi di umidità.
  6. Non vorrei andare fuori discussione, ma sto pensando di provare a fare la lombricoltura. Per chi non sa come funzioni, dico velocemente che si tratta di una specie particolare di lombrichi da alimentare con gli scarti organici delle nostre cucine e che in tempi piuttosto rapidi trasformano gli scarti in humus di lombrico molto fertile. Il tutto è più veloce del semplice compost, che richiede più tempo. E il prodotto che ne deriva è di qualità superiore. Ci sono posti dove si possono acquistare i primi lombrichi che non sono quelli che troviamo normalmente nel giardino. Può bastare anche un grosso contenitore di plastica con dei fori per la reazione. In questo modo risparmiamo sulla produzione di scarti di umido, e otteniamo un humus che i terricci Commerciali si possono scordare. Inviato dal mio GT-I9100 utilizzando Tapatalk
  7. Sul forum queste informazioni ci sono, anche se purtroppo risultano un po' sparse in varie discussioni e manca una guida ordinata. Da ciò che ho potuto capire io leggendo qui e non solo, ho tratto i seguenti insegnamenti: - EC: conducibilità elettrica. Rappresenta la presenza di sali nel terriccio. Dato che la capacità di condurre corrente aumenta con l'aumentare della quantità di sali, la misura dell'EC serve a stimare la quantità totale di sali presenti. Non dice però nulla sulla proporzione fra gli stessi. Si tratta comunque di una indicazione importante perché ci permette di sapere se il terriccio in questione è adeguato alla coltivazione del peperoncino oppure no. Un valore eccessivamente alto, oltre 1,5 dS/m secondo alcune tabelle per il capsicum annuum, comporta un progressivo diminuire della salute e della produttività della pianta. Un valore troppo basso indica che non sono presenti sufficienti nutrimenti per la pianta, che quindi potrà soffrire di carenze. Valori tra 0,5 e 0,8 dS/m sono considerati adeguati per la coltivazione del peperoncino. -pH: esprime l'acidità del terriccio. Anche questo deve rientrare in un range. Valori tra 5,5 e 6,8 sono considerati buoni, con un ideale intorno al 6,5. Al di sotto e al di sopra del range, si manifestano problemi nell'assorbimento dei nutrimenti, che possono assomigliare (ed in effetti lo sono) ad una carenza degli stessi. Anche se effettivamente i minerali sono presenti nel terriccio. - composizione (torbe, humus, ecc...) danno un'indicazione sulla consistenza, fertilità ed acidità del terriccio in questione. Solitamente i terricci commerciali vengono ottenuti miscelando torbe ed humus di diversa origine. La torba bionda acida di sfagno pura è molto acida, per esempio. Può essere usata tal quale solo per piante acidofile, come le carnivore, ma non è adatta alla maggiorparte delle piante. Può avere un pH basso come 3,5. Per la sua consistenza, tuttavia, può essere utilizzata in miscela con altre torbe con un pH più alto per raggiungere un equilibrio più adatto alle piante non acidofile. Gli humus rappresentano la parte più fertile dei terricci perché derivano dalla decomposizione di organismi vegetali che apportano più o meno tutti i nutrimenti richiesti per la crescita delle piante. -il rapporto C/N (carbonio / azoto). Più è basso tale rapporto, più azoto è presente in forma immediatamente disponibile per le piante. E' l'esempio dei letami, che possono avere un C/N tra 10 (pollina) e 30 (letame bovino). Materie come la paglia, invece, hanno un rapporto alto, intorno a 50. Quando si utilizza un terriccio con un rapporto C/N basso, si sa che il terriccio fornisce una rapida cessione di azoto utile alla crescita delle piante. Ma si sa anche che questo tenderà ad esaurirsi piuttosto velocemente. Un rapporto alto (sopra il 30-40), significa che parte dell'azoto è "immobilizzato" nel terriccio a causa della non completa decomposizione della sostanza organica, ed anche perché i microorganismi stessi che attuano la decomposizione si nutrono essi stessi di azoto, perché questo rientra nel loro metabolismo. Finché l'azoto non è sufficientemente abbondante i microorganismi non lo libereranno nel terreno perché indispensabile per la loro vita. Una conseguenza utile di ciò è che si crea una riserva nel tempo. L'azoto verrà rilasciato poco alla volta ma per un tempo più lungo (mesi). Traendo delle conseguenze da questi dati, generalmente quando si cerca del terriccio per i peperoncini si dovrebbe: 1- scegliere un terriccio con un pH intorno a 6,5 (nel tempo purtroppo tenderà a salire a causa del calcare dell'acqua di annaffiatura) 2- verificare che l'EC sia tra 0,5 e 0,8 dS/m. Almeno per avere un range ideale. Questo anche perché l'acqua calcarea avrà già una propria salinità che andrà ad incrementare quella del terriccio. Se poi abbiamo intenzione di utilizzare anche dei fertilizzanti, dobbiamo tenere conto di questi, perché anche questi aumentano l'EC. Un EC troppo basso, per contro, indica che non sono presenti nutrimenti a sufficienza e quindi bisognerà da subito concimare. Attendiamo altre risposte più "illuminate"
  8. Ecco proprio in questi giorni chiedevo qualcosa di simile: che differenza c'è tra la salinità espressa sull'etichetta ITALIANA come 0,5 dS/m e la conducibilità, espressa su quella francese, di 40 mS/m? 0,5 dS dovrebbe essere uguale 50 mS, non a 40. Come mai?
  9. Infatti è tutto chiaro. Può cambiare da micro a milli a deci... ma il numero è quello. Mentre il discorso dei ppm ha un fattore di conversione tra 0.5 e 0.7 a seconda dei paesi ma al massimo nel caso di questa etichetta può diventare 750 ppm fino a 900 ppm. Trenta non salta fuori comunque. Inviato dal mio GT-I9100 utilizzando Tapatalk
  10. Prova... a volte ricercare la causa è più complicato che azzerare tutto. Più che altro mi meraviglia che tu abbia usato del concime così presto. Anche quello potrebbe essere la causa. Inviato dal mio GT-I9100 utilizzando Tapatalk
  11. Ciao a tutti, oggi ho visto da Leroy Merlin dei sacchi di terriccio Vigorplant, che riportavano due valori distinti per CONDUCIBILITA' ELETTRICA E SALINITA'. Conducibilità elettrica 1.500 microsiemens/cm (uguale quindi a 1,5 millisiemens/cm o 1,5 ds/m). Salinità: 30 ms/m o qualcosa del genere... potrei sbagliare l'unità, ma il numero era 30. E non mi spiego come mai siano distinti salinità e EC. Da quel che ho capito io la salinità si stima proprio in base all'EC, cioè alla conducibilità elettrica, che è il primo valore che ho indicato. Quindi il secondo che cosa significa? Inoltre 30 non è riconducibile a nessuna equivalenza, in quanto non si tratta di spostare la virgola nella conversione, ma è proprio un numero diverso. Qualcuno sa fornire delucidazioni?
  12. Metti delle foto, perché se è quello che penso io è qualcosa che succede frequentemente con le luci artificiali. I miei goat's weed ed anche alcuni diavolicchi hanno le foglie viola-nero. Cosa che poi tende a svanire una volta che li metto al sole. E comunque, sempre che si tratti dello stesso fenomeno, non comporta alcun problema alle piante.
  13. Il problema non è quello di "quando" si semina. Si può seminare in qualunque periodo dell'anno. Il problema è quello delle condizioni di luce-calore-acqua-terra. Se, mettendo a germinare vicino alla finestra, le piantine sono nate e poi presto sono morte significa che una o più di queste variabili erano sbagliate. Uno degli errori frequenti, ad esempio, è la luce insufficiente: la pianta prova a crescere, anzi si allunga oltremisura alla ricerca di più luce, ma diventa sottile. Poi si accascia e muore. Il calore è già più difficile da sbagliare in casa, a meno che non l'hai "cotta" con il termosifone oppure vivi al freddo di un igloo. Se seminare vicino alla finestra fosse il sistema ideale, perché credi che tanti qui dentro si ingegnino con box, luci, ventole e via di seguito? Tanto per complicarsi la vita? Comunque il periodo ideale è seminare tra dicembre e gennaio, in modo da avere piante adulte in primavera, pronte a fare i peperoncini.
  14. Assolutamente no! Si possono tenere le luci accese 24 ore SOLO in attesa della germinazione dei semi, sempre che le luci siano la fonte di calore necessaria. Successivamente, le piante sono in grado di tollerare periodi di 24 h di luce per un po', crescendo rapidamente, ma poi cominceranno a dare segni di stress, fino a morire. Almeno 6-8 ore di buio sono necessarie per la salute delle piante.
  15. Il problema del cotton fioc è questo: anche se ho rimosso le antere (quelle che producono il polline) per evitare l'autoimpollinazione intra-fiore, poi prelevo con il cotton fioc del polline da un altra pianta e faccio l'operazione... non posso essere certo che i grani di polline che fecondano il fiore siano davvero quelli che ho prelevato dall'altra pianta. Perché l'operazione magari non è riuscita, ma altro polline è caduto dai fiori vicini della stessa pianta. Quindi io vedrò la fecondazione avvenuto, penserò che sia un'impollinazione incrociata... e invece è sempre autoimpollinazione, semplicemente da un fiore diverso della stessa pianta. La procedura della guida prevede invece l'uso di TNT (tessuto non tessuto) proprio per isolare il fiore prima e dopo l'operazione.
  16. Il piper nigrum è stato un vero bidone. Pur avendo dato condizioni di umidità elevata e calore... alla fine ho buttato via tutto (compresi i 2 € ). La coffea, invece, ancora non l'ho seminata per motivi di spazio. Vi farò sapere. Spyke, perché non metti una foto della tua?
  17. In effetti il problema sarà quello dell'altezza. Dai 40 cm totali considera di togliere: 10 per i vasetti + 10 per i sostegni per le luci (non parliamo se usi le lampade CFL a spirale) 10 cm di distanza dalla punta delle piante = 30 cm. Vuol dire che i tuoi peperoncini potranno crescere fino al massimo 10-15 cm prima di doverli spostare all'esterno. E visto che siamo nel mese di febbraio, le piante saranno oltre quell'altezza già in qualche settimana per quanto riguarda gli annuum.
  18. Infatti, Andrew, il tuo discorso è giusto se intendi fare ripiani diversi, dove alloggiare magari peperoncini di età e dimensioni diverse. Le lampade a bassa potenza, come neon e CFL, emettono poche migliaia di lumen. Secondo la legge della propagazione della radiazione luminosa, infatti, facciamo un esempio: se il tuo peperoncino a 10 cm dal neon riceve, supponiamo, 1000 lumen, sposta la lampada a 20 cm (il doppio), cosa succede? Il peperoncino riceverà soltanto 250 lumen, cioè 1/4 della luce precedente. Cioè la potenza luminosa decresce al QUADRATO della distanza. Si può notare che partendo da potenze luminose già basse, queste diventano praticamente inutili oltre i 10-20 cm. Con questo concetto in mente, uno può decidere da solo cosa fare. Se vuoi fare un light box che si sviluppa su vari ripiani, hai necessariamente bisogno di lampade messe ad altezze diverse, oppure una lampada più potente che possa raggiungere anche le piante più distanti. C'è invece chi mette poche piante a 5-10 cm dalla lampada ed usa solo 25 watt di potenza, tenendo sempre vicinissima la luce alle foglie. Funziona anche questo.
  19. Chiedo scusa se leggo solo adesso la tua richiesta. Se non vado errato si chiama floricoltura Brianza e si trova sulla strada provinciale che va da Vimercate a Trezzo sull'Adda. Lo trovi sulla destra all'altezza di Bellusco, guardando in direzione Trezzo. Seppur forse non economicissimo, è un centro che ha veramente tutto. Per la questione rinvasi, secondo me tranquillamente sì. Considerando la velocità di crescita di certi peperoncini, con un rinvaso intermedio e poi uno finale, il terriccio tiene tranquillamente. Poi c'è chi preferisce dargli una spintarella, ma non è obbligatorio. Inviato dal mio GT-I9100 utilizzando Tapatalk
  20. Giusto per aggiornare la discussione. Pur non sapendo esattamente la causa... il trasferire le piantine in terriccio conosciuto, lo stesso che uso per i travasi , ha già sortito effetto. Le piante hanno ripreso a crescere e hanno un aspetto più sano. Il quick soil mix era il colpevole
  21. Bellissimi davvero! Anch'io ogni tanto mi cimento con il sapone, però non faccio cose esteticamente così belle. Ho fatto due tipi di sapone. Uno all'olio d'oliva e un altro 50% strutto e 50% olio d'oliva. L'ultimo mi è venuto meglio perché rimane più compatto e non fa la "bava".
  22. La prima cosa che mi salta all'occhio è che hai speso una fortuna I peperoncini li trasferirai all'aperto più o meno ad aprile. A che serve dotarsi di tutte queste diavolerie? Lampade specifiche per la coltivazione... secondo me sono solo uno spreco di soldi. Il primo esperimento l'ho fatto con una lampada CFL da soli 24 watt in un cubo di legno compensato di 50x50x50, la cui ventilazione "sofisticata" allora era lo sportello mezzo aperto Non posso dire che sia stato eccelso, ma tanto ad aprile ho spostato fuori i 20 peperoncini, che sono cresciuti benissimo! L'igrometro: a che ti serve sapere la percentuale esatta di umidità relativa? A patto di ventilare l'ambiente, avrai l'umidità appena un po' più alta di quella di casa, condizione più che ottimale. pHmetro: a meno che tu non voglia cimentarti nell'idroponica, non serve un pHmetro per rimanere nel range accettabile di 5,5-7,5. Basta partire con un terriccio il cui pH sia dichiarato e stai tranquillo che non si sballa nel giro di una stagione se non si fanno errori madornali. Luxmetro: non è assolutamente necessario. Si può tranquillamente avvalersi della regoletta empirica dei watt. Più o meno le CFL odierne hanno un'efficienza simile. Qualche decina di watt di consumo effettivo (che possono essere 25/50/100), daranno luce da appena sufficiente a buona per una ventina di piante, e ti puoi scordare il luxmetro. Insomma ragazzi, davvero si può fare la stessa cosa con pochi euro ed ottenere piante ugualmente belle. Non prendertela, ma questo è il mio modo di vedere. Poi se uno vuole divertirsi a fare il chimico/scenziato/ricercatore e vuole dotarsi di apparecchiature costose, liberissimo di farlo. Ma se ne può fare tranquillamente a meno. TUTTO CAMBIA SE INVECE VUOI CHE LE PIANTE FRUTTIFICHINO IN AMBIENTE ARTIFICIALE. Ma serve davvero? Ne fanno a valanghe già così.
  23. Ciao Marco, pur apprezzando la tua inventiva, devo dirti che anch'io temo che questa idea possa creare più problemi che vantaggi. Mi spiego: ciò che si fa di solito è imitare il più fedelmente possibile quello che è l'ambiente naturale del peperoncino. Ci sono alcune cose che non capisco del tuo progetto. Per esempio l'idea di mettere dell'acqua sul fondo della vasca, insieme ai mattoni o pietre. Se l'intento è quello di distribuire uniformemente il calore del riscaldatore, ti assicuro che non ce n'è bisogno e che, anzi, mi pare faccia il contrario di ciò che avviene in natura. Le piante vengono scaldate dal sole, che in parte scalda anche il terreno dall'alto, non sicuramente dal basso. Il tuo progetto creerebbe inoltre una sorta di "stagno". Acqua tiepida, stagnante, senza possibilità di scolo attraverso alcuna via, sovrastato da un terriccio... significa terreno di coltura ideale per una infinità di microrganismi indesiderati, muffe, funghi e via dicendo. In ultima analisi il calore. Con circa 100 watt totali di lampade, si ha già calore non soltanto sufficiente per fare germinare dei semi, ma anche troppo da creare problemi e che dovrai smaltire con la ventola. Quindi: riscaldatore + lampade = SAUNA Tornando all'imitazione della natura, di solito si fa tutto il contrario di quel che vuoi fare. Si GARANTISCE il drenaggio dell'acqua, che deve proprio andarsene via, non rimanere da qualche parte sul fondo; si scalda dall'alto, tranne per far germinare i semi, ma c'è chi li fa germinare tranquillamente con il calore fornito dalle lampade stesse tenute sempre accese; Il calore coincide con la luce, il che imita anche il ciclo giorno/notte e la relativa oscillazione di temperatura. Per concludere, renditi le cose molto più semplici. Elimina l'idea dell'acqua riscaldata dalla resistenza. Usa solo i vasi e le luci, aggiungi una forma di ventilazione. L'elemento riscaldante usalo al limite soltanto per la germinazione dei semi, ma senza riempire tutta la vasca d'acqua per poi lasciarla così.
  24. Per quel poco di esperienza che ho fatto io con i concimi, e per quello che si può leggere in giro, ci sono vantaggi e svantaggi con ambedue gli approcci: NPK,vantaggi: - è di immediata assimilazione, in quanto è costituito dagli elementi base di cui le piante necessitano - gli apporti di minerali possono essere facilmente calcolati a partire dal titolo riportato in etichetta - si può regolare con precisione la somministrazione nel tempo Svantaggi: - è molto facile danneggiare le piante se si somministra in quantità eccessiva. Le quantità consigliate in etichetta sono spesso eccessive. Con un errore grossolano si può addirittura uccidere la pianta. - Hanno la tendenza all'accumulo nel terreno. Anche quando apparentemente la loro quantità è ben tollerata dalla pianta, se non si dilava il terriccio tra una somministrazione e l'altra, un piccolo accumulo di volta in volta porta ad una sedimentazione che diventa deleteria e porta al "nutrient lock", una situazione in cui la pianta non è più in grado di assorbire correttamente i nutrimenti dal terriccio. - non sempre sono completi. Bisognerebbe preferire quelli che contengono anche i microelementi. Anche in questi, tuttavia, non sono compresi TUTTI i microelementi necessari. Con il concime naturale (stallatico, compost, umus di lombrico, ecc..)è molto più difficile provocare un sovradosaggio letale. Il loro apporto è tuttavia meno immediato perché dipende anche dal grado di maturazione del concime e dalla composizione, che non sempre è così "precisa". Il rilascio è più graduale nel tempo, quindi assicura una copertura più prolungata nel tempo. Questo almeno ciò che ho potuto capire attraverso le prove sul campo e le letture.
  25. Infatti, è quello che dico anch'io ma temo che questo substrato a base di torba possa essere stato carente o dal ph sbagliato. Ma ora le ho travasate e vedremo. Probabilmente inizialmente subiranno uno stress visto che le ho maneggiate non poco. Di sicuro non userò più il quick soil mix. Inviato dal mio GT-I9100 utilizzando Tapatalk
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