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  1. Buonasera a tutti ..sono samuele e con la mia ragazza ci stiamo avvicinando al mondo delle coltivazioni idroponiche. L'idea iniziale è quella di acquistare una piccola serra 5x6mt ed utilizzare dei vasi BATO( benne olandesi) per coltivare qualche specie di peperoncino inizialmente per uso personale /esperimenti vari. La serrà verrà installata in Puglia nello specifico a Foggia nella mia campagna. Passo subito a spiegare come vorrei realizzare il sistema e poi alle domande.. SISTEMA Il sistema sara composta da una pompa che spinge l'acqua dalla cisterna che attualmente utilizziamo per irrigare le piante (1000 lt) attraverso un filtro al osmosi per poi finire in una cisterna piccola da 100 litri( da valutare in funzione ai vostri consigli) in cui vorrei miscelare i nutrienti e installare il sistema di controllo. Il sistema di controllo sarà un piccolo plc siemens logo con connesse 2 sonde Ph e EC ed in futuro vorrei installare 3 pompe dosatrici per Ph- composto A e composto B. Nella cisterna da 100 lt saranno installate 1 pompa per miscelare l'acqua , 1 ossigenatore ( Serve? Se si da quanto? ) e una pompa di mandata verso i secchi Bato. I secchi saranno n20 divisi in due file da 10. Ora le domande.. 1) Dato che i secchi hanno 2 lt di riserva ...quanti litri di acqua conviene caricare nel sistema? ..100lt possono andar bene o sono troppi? 2)I secchi vorrei alternarli ..a che distanza li posso installare? 3)Insieme ai peperoncini posso coltivare altre piante usando la stessa soluzione? 4) In che periodo posso iniziare a prendere i semini ? Avrei altre mille domande da fare...pero preferisco un po per volta .. grazie in anticipo..
  2. EDIT: il peperoncino era comunque immaturo, quindi ho cancellato il post con le due foto... Ne farò una alla pianta direttamente quando matureranno alcuni frutti. Qui di seguito allego foto di un'altra pianta che ho trovato alla quale mancava il cartellino identificativo. Cos'è? Il peperoncino è enorme...
  3. Buongiorno Sono Leo e vivo nel Salento. Questa che allego è una foto scattata un paio di giorni fa alle mie piante. Le piante l'ho ottenute dai semi di alcuni frutti che mi ha regalato un mio amico. Il mio amico mi disse che erano dei peperoncini di piante "antiche". Il territorio di provenienza penso che sia quindi estremo sud della Puglia. I frutti (che ho ancora nel congelatore e uso quando lo desidero) sono quelli tipo calabresi, coni di circa 3 cm. di lunghezza. Il fusto centrale delle piantine che ho adesso è largo circa 5 mm e le foglie sono molto larghe come vedete in foto. Le piante sono alte adesso circa 30 cm. e sono in una vasca di un metro. Secondo voi di che peperoncino si tratta ? Grazie in anticipo a tutti :-)
  4. Questo è quello che in una notte è successo al mio Trinidad,le foglie rimaste attaccate sono molli e se toccate cadono,qualcuno ha idea di cosa possa avere la pianta,quest anno non ha allegato neanche un fiore
  5. Ciao a tutti! Sono nuova in questo forum e avrei bisogno di una mano da parte di qualcuno molto più esperto di me, che sono proprio alle prime armi. Ho sempre avuto una passione per il peperoncino, una passione culinaria direi, ma recentemente ho voluto mettermi in gioco e provare anche a coltivarli. Poche settiane fa mi sono stati regalati alcuni peperoncini di diverse specie e vorrei propiro partire dai semi di questi per iniziare la mia esperienza da coltivatrice. Prima però ho bisogno di capire con che varietà ho a che fare! Assieme ai peperoncini mi è stato regalato un libro ("Coltivare peperoncini" di Kay Maguire) con il quel però non sono riuscita a capire che peperoncini avessi davanti. Ed è qui che entrate in gioco voi! Qualcuno riesce ad aiutarmi?
  6. 2 giorni fa, ho acquistato una piantina di Carolina Reaper da un noto supermercato. Appena tornato a casa l'ho trapiantata in un vaso più capiente e annaffiato, però in questi 2 giorni non ha fatto altro che peggiorare: la tengo esposta per 1 oretta in totale al sole, e annaffio regolarmente ogni sera con quantità moderate di acqua, il terriccio è praticamente nuovo e nel travaso non ho danneggiato nessuna radice, eppure con ogni giorno che passa le foglie si appassiscono sempre di più... Qualche consiglio?
  7. Questa mattina ho notato che ad una delle mie piantine sono caduti i 2 cotiledoni,e non so se è normale. Di solito non innaffio molto spesso,solo quando vedo le pareti del bicchierino prive di condensa(sotto il terriccio, ho i bicchierini trasparenti) Inoltre sono preoccupato poichè si sviluppano moltissimo in altezza e mettono poche foglie
  8. Buongiorno, sono nuovo qua, e non so se sia il posto giusto per chiedere questa domanda. Ho costruito questo GrowBox con una scatola di cartone, foderandola con dell' alluminio, ho aggiunto una luce LED da 1100 lumen con temperatura colore 4000K.Ho inoltre praticato un foro e attaccato una ventola da pc(che soffia in modo moderato) separata con un' altro pezzo di cartone dalle piantine per non danneggiarle. Ci va la ventilazione? La lampadina scalda un po' e qui in questo periodo fa già caldo di suo, ho paura di superare i 30 gradi senza di essa. Per il resto è apposto il Growbox? Potrei lasciarlo per 2 giorni acceso visto che parto?
  9. Salve a tutti, sono nuovo nel forum e sono un neofita nella coltivazione dei peperoncini (questo è il secondo anno). Da circa una 10ina di giorni le mie due piante di peperoncini che vedete in allegato presentano questa colorazione e malformazione delle foglie. Ho rinvasato una settimana fa ma il problema persiste; ciò che mi preoccupa di più è la colorazione e la crescita bloccata. Ho controllato se vi fosse la presenza di animaletti ma niente. I peperoncini sono : ungherese (pianta verde) e azteco (pianta nera), nati e cresciuti nel lightbox verso inizio gennaio, con altezza della pianta ad oggi di rispettivamente 12 e 22 cm. Terriccio utilizzato: universale 70%; specifico per peperoncini cifo 30%. (per abbassare il pH del terreno). Concime: Chili Focus una volta ogni 10 gg, per queste piantine l'ho sospeso dato che pensavo fossero danni da eccessiva concimazione. Spero che qualcuno mi possa aiutare , queste due piantine sono le uniche che, per ora, mi danno questo genere di problemi.
  10. Salve a tutti, Eccomi qui di nuovo a scrivere. Finite le feste ho deciso di muovere 2 piante di Naga Morich e 1 di Habanero Red (seminate da me ad inizio mese) in un impianto NFT piccolino, Primo dubbio, ho una pompa "cinese" da 800 L/h. Per 60 cm di impianto è troppo potente? nel caso faccio un riduttore fai da te. Seconda cosa, ai cinesi vendono le lampadine LED (classica lampadina da soffitto- lampada con i led attaccati ai lati). La più grossa che hanno è da 6W (circa 60W se comparata ad una alogena), 1000 lumen e 6500k (ovvero una luce fredda). Vendono anche la versione calda da 3000k. Secondo voi sono poche 3 lampadine posizionate una su ogni pianta? (se non erro gli intervalli sono 18/6 le prime 4 settimane e poi 12/12 fino a fine fioritura giusto?) Ho visto lampadine LED per la coltivazione indoor ma costano uno sproposito, volevo sapere se la situazione descritta sopra è una variante economica Grazie dell'interesse!
  11. Finalmente anch'io inizio la mia stagione, in ritardo ma inizio . Questanno non ho molte varietà, il tempo diventa sempre meno e gli impegni sono tanti e poi tra i tanti ibridi che ci sono in giro tutti uguali ma con nomi diversi preferisco i miei così avrò meno sorprese . 7 pod I 7 pod brain strain yellow 7 pod brain strain red 7 pod sr m3 7 pod sr 7 pod jonah Trinidad yellow Trinidad scorpion Sara Cappuccino scorpion Rouge noir Evil mr Neyde x SB7J Reaper x pink tiger Sepia x 7 pod I Borg 9 Big black Big black mustard Jk6 mutant Pimenta elisir Sparanise Pink tiger I mascalzoni I I mascalzoni II Douglah scorpion cross J. peach Rocopica C. rhomboideum C. eximium C. flexuosum Bhut cappuccino Bhut peach Alberello x goats Alberello I CAP 1546 Zimbawe bird Thunder Mountain Longhorn Goats weed Goats weed a mazzetti
  12. Salve a tutti, stavo guardando i miei peperoncini e ho trovato una sorpresa...erano pieni di questi strani insetti che potete vedere nelle foto, il problema è che non riesco a capire di cosa si tratta se sono parassiti o larve di coccinella (essendo più piccole) forse (chiedo scusa in anticipo se ho sbagliato sezione o se non ho caricato correttamente le immagini): Spero che possiate aiutarmi sono davvero disperato perché da pochi giorni ho liberato i miei peperoncini da minuscoli pidocchi (afidi forse) e non vorrei trovarmi con qualche altro insetto indesiderato. Grazie in anticipo per le risposte.
  13. Ciao a tutti, per la prima volta quest'anno ho deciso di provare a seminare peperoncini diversi dai classici calabresi. Normalmente ho sempre piantato in campo piantine acquistate dal vivaio. Quest'anno ho provato, purtroppo in ritardo, a partire dal seme. Ho messo nello scottex i semi di diverse qualità fine Aprile. Posto alcune foto della situazione attuale. Sono indietro però fino a 4/5 giorni fa era ancora tempo brutto e le temperature erano decisamente basse! Ho poi comprato in vivaio delle piantine un paio di settimane fa: Habanero White Habanero Orange Fatalii Yellow (che sta mettendo i fiori) Fuoco della Prateria Bassotto (con fiori e due frutti) Bishop Crown Pimienta da Neyde (con fiori bellissimi e 3/4 piccoli frutti) Stromboli Che ne pensate? Ciao a tutti A.
  14. Ciao ragazzi,la mia pianta di tondi calabresi da qualche giorno a questa parte ha iniziato ad avere problemi con l'ingiallimento e la caduta delle foglie,ho spruzzato un antiparassitario e oggi ho conciato pensando possa trattarsi di clorosi ferrica, qualcuno sa aiutarmi?grazie in anticipo.
  15. Ciao,ho comprato questa pianta di peperoncino ma non vi era nessuna etichetta identificativa,adesso sta facendo i primo frutti e assomigliano a dei trinidad (zoommando una delle 3 foto si vede che c'è un accenno di "coda") sapete darmi qualche informazione?
  16. Ciao a tutti? Sapete dirmi se è una piantina di Bacio di Satana(capsicum annuum)?nel terriccio in cui è nata vi erano anche semi di habanero chocolate(capsicum chinense),qualcuno sa aiutarmi??
  17. Ciao a tutti! Vi scrivo perché vorrei qualche delucidazione riguardo alla composizione del terreno in vaso dei nostri pepper. Vi faccio un po' di domande su cui sarebbe interessante confrontarsi. Che tipo di terriccio usate? Di quale marca? Nel vaso mettete soltanto il terriccio oppure usate mischiarlo con terra di campagna? Qual è il fine dell'uso dell'argilla e della vermiculite? Buona giornata!
  18. Il nome originario del peperoncino, in linguaggio “Nahuati” e’ “CHILLI” o “XILLI”, e questa denominazione e’ rimasta inalterata nel Messico e nell’ America Centrale. La specie piu’ antica che ebbe regolare coltivazione e dalla quale derivano tutte le altre specie, e’, sempre in lingua Nahuati , il “CHILITECPINTI” , piccolissimo e piccantissimo che viene definito “peperoncino pulce” e la sua origine risale ad 8000 anni fa. Questa qualita’, era chiamata “ROCOTO” dagli Incas; nei Paesi di lingua portoghese e’ diventato ” AJI ” ; in lingua Quechua e’ ” UCHU” e nella denominazione latina e’ ” Capsicum Annuum ” della varietà Aviculare. Invece, la prima specie giunta in Europa, proveniva dai Caraibi ed e’ quella che molto più tardi fu chiamata da Linneo, Capsicum chinense, delle varietà Scotch Bonnet o Habanero. Alcuni linguisti ritengono che il nome “Capsicum”, dato al ” CHILI ” nel 1750 da Linneo, ( Carl Nilsson Linnaeus, medico, botanico e naturalista svedese, padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi ) che l’ unifico’ alla famiglia delle Solanacee, derivi da “CAPSA”, che significa scatola, ovvero una bacca simile ad una scatola contenente semi. Altri linguisti invece affermano che il termine ” CAPSICUM ” derivi a sua volta dal greco ” KAPTO ” che vuol dire ” mordo avidamente ” con evidente richiamo al sapore piccante che morde la lingua e stimola l’ appetito. Allora, perché noi lo chiamiamo peperoncino? Perché quando fu introdotto in Occidente da Cristoforo Colombo, alla fine del 1400, al ritorno dal suo secondo viaggio in America e precisamente dalle Isole caraibiche , fu assimilato da una parte al piper nigrum asiatico per la sua attitudine a rendere piccanti i cibi e dall’ altra ad un peperone piccolo, perciò divenne ” peperoncino” ovvero piccolo peperone piccante. Da notare che, Pier Andrea Mattioli ( famoso medico e botanico senese del 1500 , traduttore ed interprete dell’ opera di Dioscoride, che completò con una serie di ricerche su piante medicinali dalle proprietà ancora sconosciute ) lo chiamo’ “pepe cornuto ” e considerando la sua provenienza, come era erroneo all’ epoca, lo definì ” pepe d’ India “. In Europa, fu utilizzato inizialmente solo a scopo ornamentale, come molte piante esotiche allora sconosciute, ma divenne ben presto un alimento comune. Si ipotizza che, i monaci del monastero reale di Santa Maria de Guadalupe, in Estremadura, Spagna, furono i primi europei a scoprire il sapore piccante del peperoncino e ad aggiungerlo ai piatti della loro cucina. Inizialmente coltivati nei monasteri i semi furono poi diffusi in tutta la Spagna e in Europa dai cosiddetti monaci “viaggiari”. Nel 1600, attraverso le rotte commerciali provenienti dal Sud America, esploratori e commercianti portoghesi e spagnoli, introdussero il peperoncino anche in Africa, India e Asia. Questo prezioso alimento si diffuse rapidamente anche nei Paesi del Mediterraneo, favorito dal clima e dal sole, attecchendo benissimo nell’ Italia meridionale, dove è rimasta la spezia preferita insieme alle virtù salutari ed alle simpatiche superstizioni che l’ hanno accompagnata Il peperoncino ha radici veramente remote e con grandi probabilità e’ una delle prime bacche usate dall’ uomo. La sua origine accertata e’ in una zona compresa tra le montagne del Brasile e la Bolivia e nel corso di migliaia di anni si diffuse sull’ intero territorio americano. La diffusione fu determinata soprattutto dagli uccelli che, attirati dalle bacche rosse piccole e rotonde, non essendo in grado di percepire il sapore piccante della capsaicina , poiché questa sostanza agisce su uno specifico recettore nervoso che essi non possiedono ed avendo un sistema digestivo che non rovina i semi, ne furono gli involontari vettori. L’ archeo-biologa Linda Perry, dello Smithsonian National Museum of Natural History di Washington, D.C., ha impiegato la tecnica dell’ analisi dell’ amido per cercare resti di peperoncino in siti archeologici americani. Infatti tutte le specie di peperoncino producono microscopici granuli di amido simili a globuli rossi. Questi granuli sono stati trovati su cocci di ceramica e pietre di fresatura provenienti da reperti archeologici in Messico, Panama, Bahamas, Venezuela, Ecuador e sud del Perù. Ciò significa che, i peperoncini erano usati abitualmente come condimento nell’ alimentazione preistorica e l’ abbondanza dei granuli di amido, che si sono conservati perfettamente ha rivelato ciò che sembra sia stata una preistorica vendemmia datata a più di 8000 anni fa. Sempre nel corso di queste ricerche gli archeologi hanno rintracciato anche associazioni di granuli di amido di Chilli con quelli di amido di mais e ciò dimostra che queste due piante si sono evolute insieme e costituivano un antico e diffuso alimento vegetale Neotropicale che, in alcune Regioni, precede perfino i primi manufatti di ceramica. Presso gli antichi siti preistorici di Loma Alta e Loma Real nel Sud-Ovest dell’ Equador , risalenti a 6100 anni fa, l’ analisi dei granuli di amido ha evidenziato la presenza di frutti più grandi rispetto a quelli selvatici originari e qualita’ differenziate rivelando così una coltivazione sistematica delle piante. Con la coltivazione sistematica, il peperoncino entrò ufficialmente nella cultura delle civiltà precolombiane. Gli Incas lo veneravano e lo consideravano uno dei quattro fratelli del loro mito della creazione. Lo chiamavano “Agar-Uchu” ossia “Fratello Peperoncino” e ritenevano che fosse il fratello del primo re Inca. Sono stati quindi considerati frutti di piante sacre e i digiuni più rigorosi erano quelli che vietavano l’uso di tutti i peperoncini. Secondo lo storico L.E. Valcarcel, i peperoncini erano così apprezzati dalla società Inca che furono probabilmente utilizzati anche come moneta. Poiché non vi erano monete o banconote, alcuni prodotti come i peperoncini entrarono a far parte di un rudimentale sistema monetario. Valcarcel osservo’ che fino alla metà del XX secolo, la gente nella piazza di Cuzco avrebbe potuto acquistare beni con i Rantii, cioè una manciata di peperoncini ! Le civiltà precolombiane non conoscevano l’uso di olii o grassi, in cucina. La maggior parte dei piatti erano vegetariani e tutto quello che cucinavano era in umido, bollito o arrosto con condimento di abbondante peperoncino. Pesce e carne erano piu’ rari e destinati alle classi sociali piu alte. Dall’ esame dei reperti storici e dai resoconti dei missionari, si è scoperto che per gli Inca la colazione comprendeva gli avanzi della sera precedente e una tazza di Chicha, una bevanda leggermente inebriante a base di mais fermentato. Preparavano uno stufato chiamato “Mote” e costituto da mais bollito con peperoncini, patate e erbe. Cucinavano anche zuppe di carne di lama essiccata al sole, patate disidratate, ( le antenate dei fiocchi di patate che oggi si comprano nei supermercati per fare il pure’ ! ) e naturalmente peperoncini a volontà. Anche con i Maya, la cui civilta’ raggiunse l’ apice nella la penisola dello Yucatan nel 500 d. C., i peperoncini erano coltivati intensivamente in trenta diverse varieta’ insieme al mais che era la coltura più importante, seguita da patate, fagioli, zucche, cacao, cotone, papaia, bacche di vaniglia, manioca e agave. I Maya allevavano anche tacchini domestici, anatre e cani. La loro selvaggina principale era costituita da cervi, uccelli e cinghiali. Si nutrivano anche di armadilli e di lamantini che erano considerati prelibatezze destinate a pochi. La loro colazione era costituita da un pure’ di granoturco macinato, condito con peperoncini e chiamato Atole o Pozol. I pasti della giornata prevedevano stufati di verdure e carni, tortillas con pasta di fagioli, peperoncini e un pò di zucca. La carne, di solito pollo o maiale, veniva consumata solo una volta alla settimana. La cucina azteca invece è rimasta per secoli praticamente invariata diventando la base della cucina messicana di oggi. Infatti molti piatti aztechi comprendevano peperoncini ripieni, tamales e tortillas con fagioli e una salsa a base di peperoncini e pomodori. Tutte queste preparazioni sono ancora molto comuni in Messico. Le tortillas sono ormai internazionali ed i Tamales si preparano ancora oggi con una ricetta rimasta uguale da secoli . Sono costituiti da un impasto di farina bianca di mais , chiamata “masa” , brodo caldo e peperoncino. La “masa” si lascia riposare al fresco, poi si spalmano foglie inumidite di pannocchie o di banano, si farciscono con carne di tacchino o di maiale e con salsa di prugne o di ananas, si chiudono come un pacchettino e si lasciano stufare ) Gli Aztechi amavano anche bere il Chilote, un liquore a base di Pulque (polpa di agave fermentata), peperoncini Ancho e erbe aromatiche che e’ l’ antenato dell’ odiena Tequila. Nel corso della sua diffusione attraverso l’America Centrale e il Messico, il peperoncino guadagnò anche la reputazione di potente medicinale. Le tribù precolombiane di Panama, secondo lo scienziato Maria Helms, lo utilizzavano in combinazione con cacao e tabacco per entrare in trance allucinatorie e per “viaggiare” verso il cielo o negli inferi e negoziare per conto del genere umano con gli spiriti buoni e cattivi. Ancora oggi gli ultimi nativi americani, di Cuna di Panama bruciano peperoncini in modo che il fumo irritante possa scacciare gli spiriti maligni durante la cerimonia della pubertà di una ragazza ed erano certi di poter allontanare gli squali se c’ erano dei peperoncini fissati dietro le loro canoe. Per i nativi Tzotzil degli Altos del Chiapas, ancora oggi il peperoncino assiste sia nella vita che nella morte. I peperoncini vengono strofinati sulle labbra dei neonati e vengono bruciati durante le cerimonie funebri per sconfiggere gli spiriti maligni. La tribù di San Carlos Huastec Potosi e Vera Cruz curano le vittime del “malocchio” con un uovo immerso in polvere di peperoncino che poi viene strofinato sul corpo della vittima per restituire il dolore al mittente. Gli indiani Cicatec degli altipiani meridionali del Messico, usano nei loro rituali il Tepache, un bicchiere di succo di canna da zucchero fermentato, con il cacao e il peperoncino. Una bevanda analoga a base di cioccolato e peperoncino, il Chicahuati era riservata dagli Aztechi ai ricchi ed ai sacerdoti. Ma quali sono le proprietà benefiche del peperoncino? Il peperoncino contiene molta vitamina C, che previene e cura le malattie da raffreddamento; grazie ai capsaicinoidi ha potere antisettico e decongestionante, combattendo e lenendo mal di gola e tosse; grazie alla vitamina A, che lo rende un antisettico e antibatterico, si rivela un ottimo alleato contro la candidosi causata da un livello troppo alto del fungo Candida albicans ; grazie alla capsaicina, riduce i livelli di insulina nel sangue. La capsaicina favorisce la produzione di adrenalina, che influenza l’attività della tiroide, accelerando il metabolismo, soprattutto quello intermedio, legato in particolare alla digestione. Inoltre la capsaicina distrugge le cellule cancerogene mediante apoptosi, un processo di “morte cellulare programmata”. Il peperoncino, quindi, è alleato della digestione, stimolando la secrezione di acido cloridrico e favorendo l’appetito. Influisce particolarmente sul transito intestinale dei cibi e sull’evacuazione, evitando la formazione e la successiva fermentazione di gas nello stomaco e la stitichezza. Molti temono che il consumo di peperoncino provochi o irriti le emorroidi, ma questo è dovuto a pregiudizi e disinformazione. Già nel 1857, l’Accademia medica francese sancì ufficialmente la validità del peperoncino contro ogni tipo di emorroidi, dato che nel giro di poche settimane dolore e congestione scomparivano. L’azione terapeutica è dovuta alla vitamina K2, antiemorragica, e alla capacità caratteristica del peperoncino che, per chiudere le ferite, chiama in soccorso piastrine, fibrine e tutti i materiali di riparazione, con un aumento del sangue nelle zone interessate fino alla cicatrizzazione. I capsaicinoidi, in particolare la diidrocapsacina e la lecitina (presente soprattutto nei semi), grazie al loro potere fluidificante e vasodilatatore, ostacolano la formazione e il deposito del colesterolo nel sangue, contrastando l’insorgenza dell’arteriosclerosi e dell’infarto e proteggendo complessivamente l’apparato cardio-circolatorio. Il peperoncino concilia il sonno poiché rilascia ossitocina e ha un notevole effetto sul sistema nervoso simpatico e un’azione simil-anfetaminica, migliorando le condizioni dell’umore e il livello di attenzione. E’ ritenuto anche un elemento dimagrante poiché fa riscaldare il corpo, aiutando a bruciare calorie. Effettivamente è utile per chi ha problemi di peso per via del diidro capsiato, una sostanza che stimola il metabolismo contenuta soprattutto nel tipo dolce. L’effetto vasodilatatorio della capsaicina favorisce la circolazione sanguigna, anche a livello periferico, per cui il peperoncino giova sicuramente nella sfera sessuale e non a caso in Calabria lo chiamano “Viagra naturale” ! Per uso esterno, è impiegato come antidolorifico per combattere artriti e reumatismi, effettuando massaggi con una lozione a base di alcol e peperoncino e, secondo il folklore popolare calabrese, combatte anche la caduta dei capelli, con notevoli benefici sul cuoio capelluto. Per combattere il bruciore in bocca dovuto ad un eccessivo consumo di peperoncino, si possono utilizzare derivati del latte come yogurt, formaggi a pasta molle o piu’ semplicemente masticando un po’ di mollica di pane! Le 5 specie più comuni, di peperoncino sono: Capsicum annuum, probabilmente la più coltivata, comprendente le varietà più diffuse: i peperoni dolci, il peperoncino comune in Italia, il peperoncino di Cayenna, e il messicano jalapeño Capsicum baccatum, che include il cosiddetto cappello del vescovo, e gli ají Capsicum chinense, il cui nome può trarre in inganno. Difatti la qualità non è cinese, bensì sudamericana, in particolare originario dell’Amazzonia. Tale qualità include l’habanero, rimasto fino al 2006 nel Guinness dei primati come il peperoncino più piccante del mondo, e il suo successore Dorset Naga ibrido con C. frutescens, più lo Scotch Bonnet e il fatalii Capsicum frutescens, che include tra gli altri il tabasco Capsicum pubescens, che include il sudamericano rocoto. Le suddette specie principali, ibridate con almeno trenta altre specie meno diffuse, hanno originato migliaia di varieta’ di piante di peperoncini! (sono state omesse le immagini) Fonte:
  19. Ritorno dopo anni di inattività sul forum, soggiorni all'estero, lauree Chi non muore si rivede si dice Ebbene quest'anno con una vita più "stabilizzata" ho deciso di ricondividere con questo forum una mia esperienza/sfida di questo 2015. Il 100% biologico. Durante la mia assenza non ho potuto resistere all'astinenza capsica, per cui ho sempre tenuto 4-5 piante in vaso. Quest'anno però, reduce di successi e disastri degli scorsi anni, e soprattutto dopo aver avuto l'onore di assaggiare alcuni habanero biologici, mi sono convertito (e parlo da biotecnologo vegetale hahha) HO deciso quindi di impostare il sistema in 6 vasi da 23 litri. Il terriccio, fatto da me, consiste in -100 litri Terriccio Acidofile: PH 4,5 ( torba bionda acida + corteccia di pino tritata umificata) -20 litri Terriccio Vigorplant per peperoncini bio -10 litri perlite -5 litri Plagron Biosupermix (farina di piume, farina d'osso, guano, maerl, bentonite + basalto + nero di seppia... con tanti batteri e muffe) -0,5 litri di Cenere di palma ( NPK 0-1-30) -0,5 litri di Pesce in polvere ( NPK 4-5-1) Diviso il tutto in 5 vasi da 23 litri senza avanzare nulla. Le cultivar di cui mi occupo quest'anno sono -Habanero Chocolate -Habanero arancio (il classicissimo ) -Naga Morich -Trinidad Scorpion giallo -Habanero rosso Ho poi un'altra piantina di Chocolate più grandicella, che andrà in piena terra. Ci si legge in giro ragazzi!
  20. Ciao a tutti amici del forum! Ho un bel problema.... non sono esperto e chiedo aiuto! Ho alcune piante di peperoncino in vasi del 22 (fatalii, red scorpion, moruga scorpion, carolina reaper, 7 pod ecc....) che stanno avendo tutte un bel problema: le foglie nuove, quelle più in alto si stanno accartocciando tutte irrimediabimente e i fiori cadono e alcune foglie, più grandi presentano delle macchie Per il problema fiori, recentemente, ho somministrato concime npk 15.10.15 in granuli, mantendoli lontani dal fusto. Una di loro ha avuto afidi rimosse con neemezal con cui ho trattato tutte le piante. L'unica cosa che secondo me è stata esagerata è l'esposizione al sole. Forse troppo nelle prime uscite sul balcone. Fino a domenica la notte le mettevo dentro (c'erano 12 gradi) ora che la notte è stabile sopra i 15 le ho messe fuori tutto il giorno. Le sto bagnando una volta ogni due giorni ma ora (sarà che è nuvolo da 3 giorni) sembra che non bevano acqua. Allego foto.... che sarà? Sono preoccupatissimo! Daniele
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