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Ciao a tutti,

 

apro questa discussione perché, nonostante ce ne sia una dedicata al "petomato", cioè la coltivazione in una bottiglia con il metodo kratky, mi sembra che questo titolo sia più consono. Prima di tutto perché in questo caso non uso una bottiglia, ma un secchio da 5 L, e poi perché il nome effettivo del metodo è "metodo Kratky".

 

Incuriosito dal sistema di cui si parlava, quello appunto di un'idroponica semplificata, senza pompe, senza ricircolo e quindi senza corrente, ho deciso di fare qualche prova.

 

Questo sistema nasce come "avvia e dimentica", nel senso che secondo l'idea originale è un sistema privo di manutenzione, adatto a piante dal ciclo vitale breve, quindi insalate e simili. Pare funzioni molto bene con la lattuga. Secondo l'autore 4 L d'acqua sarebbero sufficienti a portare a termine il ciclo di una pianta di lattuga. Una volta finita la soluzione, si taglia l'insalata e si può ricominciare con una nuova pianta.

 

Con qualche adattamento (ma non senza qualche rischio) si può tentare di effettuare anche dei piccoli rabbocchi e dei cambi totali di soluzione per tentare di coltivare una pianta a ciclo più lungo, come il peperoncino.

 

Ecco qui sotto il mio "Peperoncino Merlino", così soprannominato a motivo del secchio della famosa catena.

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Dettagli:

 

  • secchio da 5 L in plastica per alimenti
  • vasetto piccolo con numerosi fori sul fondo riempito di agriperlite
  • 4,5 L di soluzione nutritiva con concime idrosolubile NPK + microelementi, EC 1,5 mS/cm
  • un pizzico di fibra di cocco per tenere parzialmente "tappati" i fori sul fondo del vaso, visto che la perlite ha una grana fine

L'unica cosa che avevo dimenticato era il pH eccessivo dell'acqua del mio rubinetto (oltre 8). Ho potuto acidificare con l'unica cosa che ho trovato in casa, il succo di limone, che con 6 ml su 4,5 L di soluzione ha portato il pH a 6,5 circa. Spero che funzioni e che non faccia danni.

 

Ho dei peperoncini che sono identici a quello che ho usato nel sistema idroponico Kratky (peperoncino diavolicchio calabrese) e hanno la stessa dimensione ma sono in fioriera. Sono curioso di vedere se ci saranno differenze nello sviluppo. Sempre che il tutto funzioni! A presto...

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Grazie per l'attenzione. Intanto chiedo a chi è esperto in idroponica: secondo voi è essenziale che ammattisca dietro al pH?

In teoria un'acqua a pH 8-8,5 dovrebbe essere terribile per la maggiorparte delle piante. Purtroppo mi è venuto in mente solo dopo il problema del pH... attualmente ho delle cartine per acquario per il test del pH, ma non ho un pH down. Quindi dopo aver aggiunto del succo di limone ieri, avrei intenzione di controllare quanto ci mette il pH a salire di nuovo oltre il 7, costringendomi così a correggere ancora.
Ovvio che il massimo sarebbe avere un pH- ed un pH meter, ma in questo modo l'esperimento comincia a costarmi un po'.

Potete darmi un'indicazione dei prezzi di un pH-? In alternativa, se si trovasse dell'acido fosforico, va bene così com'è oppure c'è bisogno del cosiddetto effetto tampone per mantenerlo stabile e manca di qualche eccipiente?

 

L'alternativa sarebbe provare a vedere quanto mi dura l'effetto del limone e poi basarmi sul quell'intervallo di tempo per fare delle aggiunte ogni TOT anche senza misurare ogni volta.

Oppure dite che non è fattibile? Lascio tutto com'è e spero in bene? Ad oggi il peperoncino sta bene, ma è anche vero che sono passate meno di 24 ore.

 

Le altre piante che intendo mettere negli altri secchi, gemelli di questo, sono delle insalate, forse meno complicate da gestire, ma non vorrei fare errori eclatanti.

 

Attendo suggerimenti.

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Il metodo stabilizzatore pH limone non sarà appunto stabile, ti conviene passare ad un ph- pH+ ad hoc (vedi le proposte online sui siti ad hoc per esempio).

Ciò nonostante il tuo "esperimento" merita i miei applausi ed il mio interesse. Se avessi tempo tenterei anche io, chi lo sa... Per il momento, applausi :)

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  • 2 weeks later...

Ad oggi il peperoncino è un po' cresciuto e sta fiorendo. Devo dire che però il confronto con quelli in terra non è entusiasmante, nel senso che che è praticamente uguale, se non addirittura un po' indietro.

Metterò delle foto... a difesa del metodo però bisognerebbe chiarire che le piante andrebbero messe nel sistema appena germinate, non da grandi...

Sulla manutenzione è comodo perché non c'è niente da fare.

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Il metodo funziona, l'ho sperimentato l'anno scorso, poi abortito a causa di un spaventoso attacco di afidi.

Unico inconveniente, senza una pompa ossigenatrice si formano battere anaerobici nella soluzione e la pianta tende a soffrire di marciume radicale con conseguente limitato sviluppo.

Bisogna ricordarsi che l'aria alle radici è tutto.

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Potete darmi un'indicazione dei prezzi di un pH-? In alternativa, se si trovasse dell'acido fosforico, va bene così com'è oppure c'è bisogno del cosiddetto effetto tampone per mantenerlo stabile e manca di qualche eccipiente?

 

 

 

ciao!

il ph down che ho io, è questo :

http://www.coltivazioneindoor.it/ghe-ph-dry-secco-250g.html

 

calcola che con un grammo ci fai 5-6 litri di acqua.....e la confezione è da 250grammi.....

dura un'eternita'.

costa sui 12 euro

 

altrimenti ci sono anche correttori liquidi, che costano molto meno, ma non conosco ne efficacia ne qualita'....

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Ti ringrazio per l'indicazione... al momento il mio secchio con dentro il peperoncino sta andando benone. Non avrà la rapidità dell'idroponica "vera" però è una figata il fatto che davvero ti dimentichi della pianta. Non ho dovuto fare nulla da quando ho iniziato l'esperimento. Nemmeno il pH per il momento sembra dare problemi. Avevo corretto con dell'aceto al momento della preparazione della soluzione nutritiva, ma poi non ho più neanche controllato a che livelli è salito. Probabilmente è ancora entro limiti accettabili, visto che il peperoncino non mostra segni di sofferenza.

 

Ho anche pensato che, se non altro, può essere una soluzione per quando si va in vacanza per alcune settimane e non si ha nessuno che possa bagnare le nostre piante. Ovvio, tutti i pepper con il metodo kratky non lo farei mai, ma è una buona soluzione per conservare qualche esemplare incustodito mentre non siamo a casa e senza impianti elettrici, pompe ecc...

 

Staremo a vedere come si comporterà. Un avvertimento però. Come diceva idroponico, il rischio marciume radicale esiste, ma credo che sia più elevato se si trasferisce nel secchio kratky una pianta già cresciuta nel suolo. In questo caso le radici non si sono accresciute "al passo" con l'abbassarsi del livello dell'acqua e messe d'un tratto a mollo marciscono. L'ho sperimentato con della lattuga, con cui ho fatto l'errore di immergere da subito un lungo tratto di radici in acqua.

 

Nel metodo kratky, l'autore avvisa di partire da SEME, di fare appena bagnare il fondo del vaso nella soluzione, ed attendere che sia la pianta in autonomia a raggiungere il livello dell'acqua con le radici. Le radici vanno inoltre incontro ad una modifica mano a mano che il liquido scende. Una pianta adulta probabilmente è meno efficace nell'adattamento.

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  • 3 weeks later...

Fallito il mio secchio kratky.

 

Non so se per colpa del caldo eccessivo di questi giorni che ha favorito il proliferare di microrganismi o muffe nell'acqua... ma sta di fatto che le radici cominciano a diventare marcescenti e l'acqua nel secchio schiumosa.

 

Direi che è meglio che continui ad usare il terriccio :bangin:

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Un vero peccato, stavo leggendo da interessato osservatore questo metodo per provarci l'anno venturo...complimenti comunque per il lavoro fatto...probabilmente ha bisogno di un minimo di ossigenazione l'acqua sennò tutto il concetto di idroponica va a farsi benedire :)

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  • 5 years later...

Con il metodo Kratky le radici delle piante sono immerse soltanto parzialmente nella soluzione. La soluzione non è areata perché questo metodo non prevede pompe o areatori, quindi le radici devono rimanere in parte scoperte per assorbire l’ossigeno. Può essere utilizzato per la coltivazione di piante dal ciclo breve come insalate perchè quando comincia a far caldo viene a mancare l'ossigeno nell'acqua e si sviluppano batteri anaerobi, che provocano il marciume delle radici. Un altro rischio da non trascurare sono le zanzare che amano i ristagni d’acqua. Col metodo DWC le radici dispongono di più ossigeno ma nei mesi più caldi si deve raffreddare la soluzione con del ghiaccio o con dei refrigeratori https://www.idroponica.it/refrigeratori-acqua-chiller-idroponica-s-1079.html che, come si può notare, costano parecchio. Ho avuto buoni risultati con un peperoncino coltivandolo in bottiglia col metodo DWC e trasferendolo in terriccio quando le radici hanno riempito la bottiglia. Nella coltivazione che ho iniziato un mese fa, invece delle bottiglie ho usato dei tubi per palline da tennis, molto più pratiche.

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