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Diverse varietà di peperoncini insieme nella serra, rischio l'ibridazione?


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Ok. Da quello che ho capito, ad ogni modo, le varietà resisistenti al freddo sono quelle originarie delle zone montuose del sud America tipo le Ande ecc..., abituate a vivere ad alte quote dove di certo non fa tanto caldo. Le altre bene o male sono originarie di zone caldo-umide e abituate a sole e caldo.
Comunque ottimo che ti abbiano prodotto copiosamente nonostante il poco sole.
L'acrata che avevo comunque ormai era defunta, complici le scarse innaffiature dato che sapevo che in inverno bisogna bagnare pochissimo ma evidentemente ho bagnato troppo poco, e/o le pisciate delle gatte (per un periodo avevo tenuto la pianta in salotto vicino alla finestra ma mi sono accorto dalla puzza che una delle mie gatte o entrambe, non saprei, ci avevano fatto dentro i bisogni più volte, e l'urina fresca specie quella acida di un carnivoro di certo non aiuta).

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Approfitto qui per fare una domanda, dato che cercando col motore di ricerca non ho trovato risultati utili: sul retro delle targhette che troviamo sui vasi dei vari peperoncini al momento dell'acquisto c'è scritto: "Concimare al trapianto con un buon fertilizzante minerale granulare ternario, povero di Azoto (N) e completo di microelementi (un cucchiaio per vaso di 20 cm)".
Perchè consigliano di dare poco azoto a delle piantine ancora piccole (sui 10 o 30 cm massimo quando le si compra al vivaio)? Non si dovrebbe dare almeno all'inizio più azoto perchè crescano bene e solo in fase di produzione di frutti darne meno e dare più potassio? Altrimenti va a finire che si hanno piante piccole sui 20 30 cm che già buttano fuori i fiori e i frutti. Magari mi sbaglio io non essendo esperto, ma mi suona strano avendo sempre letto che in fase di crescita le piantine hanno bisogno di più azoto e solo poi di meno (o quasi niente) e più del resto. Scrivono così perchè il terriccio in cui vendono le piante è già fertilizzato per bene di azoto dall'inizio?

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Non tutto quello che si legge è da prendere per oro colato, se poi parliamo di aziende vivaistiche che si sono buttate nel mercato di peperoncini da poco...questo in generale poi non essendo un esperto in concimi rimane il dubbio, risulta anche a me comunque che nel primo periodo la pianta vada rinforzata con percentuali di Azoto superiori a Fosforo e Potassio

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3 ore, Gianlorenzo dice:

Approfitto qui per fare una domanda, dato che cercando col motore di ricerca non ho trovato risultati utili: sul retro delle targhette che troviamo sui vasi dei vari peperoncini al momento dell'acquisto c'è scritto: "Concimare al trapianto con un buon fertilizzante minerale granulare ternario, povero di Azoto (N) e completo di microelementi (un cucchiaio per vaso di 20 cm)".
Perchè consigliano di dare poco azoto a delle piantine ancora piccole (sui 10 o 30 cm massimo quando le si compra al vivaio)? Non si dovrebbe dare almeno all'inizio più azoto perchè crescano bene e solo in fase di produzione di frutti darne meno e dare più potassio? Altrimenti va a finire che si hanno piante piccole sui 20 30 cm che già buttano fuori i fiori e i frutti. Magari mi sbaglio io non essendo esperto, ma mi suona strano avendo sempre letto che in fase di crescita le piantine hanno bisogno di più azoto e solo poi di meno (o quasi niente) e più del resto. Scrivono così perchè il terriccio in cui vendono le piante è già fertilizzato per bene di azoto dall'inizio?

Nella concimazione si deve anche tener conto del concime già presente nel terriccio in cui si trapianta; un eccesso di azoto può dare brutte sorprese. Penso che il fertilizzante a cui si riferisce la targhetta sia l'osmocote universale, che è un NPK 17-09-11 + microelementi e che basta per 6 mesi, cioè fino alla fine del ciclo. 

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2 ore, campana dice:

Gianni io dubito che un vivaista visto i costi superiori usi l'osmocote 6 mesi :unsure:

Non lo usa ma ne consiglia l'uso a chi acquista una pianta. In un vaso del 20 un cucchiaio di osmocote basta per 6 mesi (cioè fino a novembre)... a conti fatti potrebbe convenire. 

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Il 25/5/2019 at 19:32, Gianlorenzo dice:

@ mario66:  l'Aji Amarillo hai mai provato a coltivarlo? Da quanto ho capito è una delle varietà di peperoncini che meglio sopportano le basse temperature  (anche se dicono abbia bisogno di molto sole, boh). Ho ordinato giusto oggi un paio di piantine al vivaio e spero mi durino (e magari producano) anche durante l'inverno.

Ho cercato le zone dove si coltivano gli aji amarillo e da quello che vedo crescono vicino la costa. Clima tropicale mitigato dal mare. Comunque non è una pianta che resiste al freddo

"Las zonas de producción están distribuidas a lo largo de la Costa Peruana desde Tacna hasta Tumbes, sembrándose cultivares criollos que se han adaptado a cada zona agroecológica y presentando determinada característica de fruto. En Costa Central (Valle de Chancay-Huaral, Supe, Barranca ) , se siembra perfectamente a partir del mes de Julio-Agosto, "

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Il ‎26‎/‎05‎/‎2019 at 12:14, Gianlorenzo dice:

Perchè consigliano di dare poco azoto a delle piantine ancora piccole (sui 10 o 30 cm massimo quando le si compra al vivaio)? Non si dovrebbe dare almeno all'inizio più azoto perchè crescano bene e solo in fase di produzione di frutti darne meno e dare più potassio? Altrimenti va a finire che si hanno piante piccole sui 20 30 cm che già buttano fuori i fiori e i frutti. Magari mi sbaglio io non essendo esperto, ma mi suona strano avendo sempre letto che in fase di crescita le piantine hanno bisogno di più azoto e solo poi di meno (o quasi niente)

Infatti, io penso che l'azoto sia utile all'inizio per dare vigoria alla piantina (alta dai 10 ai 30 cm), poi successivamente non serve altrimenti avrai una pianta gigante con poca fioritura (nei vivai ne ho viste alcune alte 30 cm con fusto di diametro 1 cm e senza fiori). Per fiorire e fruttificare serve una concimazione fosforo potassica.

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Il 27/5/2019 at 09:16, mario66 dice:

Ho cercato le zone dove si coltivano gli aji amarillo e da quello che vedo crescono vicino la costa. Clima tropicale mitigato dal mare. Comunque non è una pianta che resiste al freddo

 

Boh, io ho letto che le specie di peperoncino più resistenti al freddo sono i frutescens, i pubescens e i baccatum: l'aji amarillo è un baccatum.

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Sono passato proprio oggi a ritirare le due piantine di aji amarillo al vivaio: molto belle, alte sui 60-70 cm, fusto grosso e robusto. Ho notato, una volta a casa, che su entrambe una delle diramazioni della seconda biforcazione a Y è stata tagliata (su una pianta è stata tagliata a un paio di cm dalla seconda biforcazione, sull'altra a 5-6 cm dalla seconda biforcazione): l'hanno di sicuro fatto i produttori perchè la ferita è vecchia e ben rimarginata: qualcuno sa spiegare come mai hanno tolto quella diramazione? E' una procedura comune a questo tipo di pianta? Non ho visto la stessa cosa su altri tipi di peperoncini.

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Il 28/5/2019 at 20:17, Gianlorenzo dice:

La spiegazione che mi sono dato è  che le piante erano già troppo alte e quindi per motivi pratici hanno reciso i rami (devono essere stati rami ben cresciuti, essendo grossi alla base circa un cm).

Infatti. Considera che le piante in vivaio vengono fertilizzate quindi hanno uno sviluppo abbastanza evidente, considera inoltre che l'aji amarillo è un c. baccatum e questa specie sviluppa molto già di suo. Quindi immagina quanto sviluppa. Per contenere lo sviluppo l'hanno potato e così facendo credo faciliti la pianta a fiorire.

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  • 1 year later...

Ragazzi ma quindi questa famosa ibridazione come funziona? Se un insetto impollinatore "contamina" un fiore con polline di altra specie nascerà un peperoncino diverso da quello che ci aspettiamo o questo capiterà l'anno prossimo con i semi del peperoncini piantato? Inoltre la problematica è limitata ai fiori che vengono coinvolti o basta un fiore contaminato per sporcare tutta la pianta? 

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Se il fiore viene contaminato come scrivi tu, darà luogo ad un peperoncino conforme, l'anno successivo invece prelevandone i semi genererà un peperoncino con caratteristiche diverse dall'originale, e questo solo dal fiore o dai fiori che sono stati contaminati

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17 ore, campana dice:

Se il fiore viene contaminato come scrivi tu, darà luogo ad un peperoncino conforme, l'anno successivo invece prelevandone i semi genererà un peperoncino con caratteristiche diverse dall'originale, e questo solo dal fiore o dai fiori che sono stati contaminati

Quoto la Laurea "ad honorem" in peperoncinologia per Campana 🎓 

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