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mascalzone

peperoncino in sette siti archeologici del Venezuela

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Un peperoncino al giorno di Daria Fago e Mauro Hilbrat

 

peperoncinobis.jpg Alla scoperta delle proprietà del peperoncino, e utili istruzioni per l'uso. I popoli dell'America Latina conoscevano e utilizzavano il peperoncino (Capsicum frutescens) già seimila anni fa. La scoperta, annunciata recentemente sulla rivista americana Science, fa di questa spezia uno dei cibi domestici più antichi. I ricercatori hanno trovato per la prima volta le evidenze fossili dell'uso del peperoncino in sette siti archeologici del Venezuela, Bahamas, Panama, Ecuador e Perù. Furono gli Spagnoli a diffonderlo in Europa dopo la conquista delle Americhe, sperando di ottenere ingenti guadagni dal commercio della polvere ricavata dalla macinazione della pianta, considerata all'epoca alla stessa stregua di una spezia preziosa. Infatti, il chile "cili" (questo è il nome che fu dato all'epoca alla spezia e che è rimasto fino ai giorni nostri) ebbe un grande ed immediato successo, ma le aspettative di guadagno dei Reali rimasero ben presto deluse: infatti la pianta si era rapidamente e perfettamente ambientata sia nel continente europeo sia in Africa, tanto da essere coltivata con facilità un po' ovunque ed essere successivamente denominata la droga dei poveri. Il peperoncino oltre ad essere un alimento è infatti un'erba medicinale preziosa, è uno stimolante eccellente e si usa per trattare diversi disturbi, da quelli circolatori, ai digestivi, dalle artriti alle coliche, al raffreddore. La sostanza responsabile della piccantezza del peperoncino è la capsaicina, insieme ad altre quattro che vengono individuate congiuntamente come capsaicinoidi. La diversa proporzione dei capsaicinoidi determina le differenze tra le specie di peperoncino. Cinque sono le specie esistenti, ma solo due quelle riconosciute dalle farmacopee europee: il C. annuum meglio noto come paprika (polvere) e il C. frutescens o pepe di Cayenna. <DIV align=justify>Una delle caratteristiche meno note del peperoncino è l'alta concentrazione di vitamina C presente nel frutto, oltre alle altre vitamine: la A che contribuisce a risolvere i problemi legati alla vista;

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A me che sono un appassionato di storia in genere, interesserebbe conoscere la vera storia anche cronologica dei peperoncini e sulle varietà più antiche in assoluto che coltivavano gli indios del centro-sud america. Per quanto riguarda le vitamine sembra verissimo, ma se non sbaglio sono contenute solo nei frutti freschi...

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e la PP che favorisce la circolazione nei capillari e si mantiene anche nel peperoncino essiccato (fonte curarsi con il peperoncino)

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A me che sono un appassionato di storia in genere, interesserebbe conoscere la vera storia anche cronologica dei peperoncini e sulle varietà più antiche in assoluto che coltivavano gli indios del centro-sud america. Per quanto riguarda le vitamine sembra verissimo, ma se non sbaglio sono contenute solo nei frutti freschi...

 

 

Si, sono daccordo con quello che dici, infatti su internet girano sempre le stesse notizie e cioè che il peperoncino è stato importato da C. Colombo e bla bla bla, che mantiene tutte le proprietà se è fresco ecc.ecc., qualche ricetta, ma a livello di storia e di origini nisba,

 

chissà!!! Forse la storia siamo noi?

 

Ciao e buona giornata.

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e la PP che favorisce la circolazione nei capillari e si mantiene anche nel peperoncino essiccato (fonte curarsi con il peperoncino)

 

 

Si anche questo è vero ma allora la differenza con quello fresco qualè?

 

Ciao

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Si anche questo è vero ma allora la differenza con quello fresco qualè?

 

Ciao

 

non ci sono piu le altre vitamine C E credo ... la C sicuramente si perde la E boh ? :Sogghigna:

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Si, sono daccordo con quello che dici, infatti su internet girano sempre le stesse notizie e cioè che il peperoncino è stato importato da C. Colombo e bla bla bla, che mantiene tutte le proprietà se è fresco ecc.ecc., qualche ricetta, ma a livello di storia e di origini nisba,

 

chissà!!! Forse la storia siamo noi?

 

Ciao e buona giornata.

Sai in passato sono stati trovati diversi semi fossili di diverse piante (non peperoncini credo), e per qualcuno è stato provato anche la germinabilità, non so però con quali risultati. Sarebbe bello poter mangiare un peperoncino di 1000-2000 o più anni fa... :rolleyes:

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Sai in passato sono stati trovati diversi semi fossili di diverse piante (non peperoncini credo), e per qualcuno è stato provato anche la germinabilità, non so però con quali risultati. Sarebbe bello poter mangiare un peperoncino di 1000-2000 o più anni fa... :rolleyes:

 

 

Ciao

 

ti ricordi il sito per caso? E' interessante leggere qualcosa del genere, per vedere l'evoluzione, come erano queste piante e come si è arrivati ad avere peperoncini commestibili. Senza impegno facciamo delle ricerche anche con l'aiuto degli altri e vediamo cosa ne esce fuori. :10_confused:

 

Saluti :approva5:

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Non ricordo con precisione la fonte, ma di sicuro non era il web, credo più qualche documentario tipo national geografic o quark. Comunque ho trovato questo sito informativo abbastanza interessante.

 

Paleobotanica

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Sai in passato sono stati trovati diversi semi fossili di diverse piante (non peperoncini credo), e per qualcuno è stato provato anche la germinabilità, non so però con quali risultati. Sarebbe bello poter mangiare un peperoncino di 1000-2000 o più anni fa... :rolleyes:

 

I semi di peperoncino "domestico" (cioè coltivato dall'uomo e non spontaneo) sono stati recentemente scoperti in siti preistorici del sud america (6100 anni fa), ma dubito che abbiano conservato la germinabilità... mentre altri semi, se non ricordo male di dattero vecchi di 6000 anni fa hanno conservato la germinabilità e infatti ne sono stati piantati con risultati positivi... :)

 

E' bello per un preistorico come me scoprire ste cose anche se in italia non sono in tanti ad occuparsi della preistoria delle americhe :(

 

ciao ciao

 

PS: durante qualche scavo mi è capitato di trovare qualche semino carbonizzato di 6000 anni fa (ovviamente cereali)

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I semi di peperoncino "domestico" (cioè coltivato dall'uomo e non spontaneo) sono stati recentemente scoperti in siti preistorici del sud america (6100 anni fa), ma dubito che abbiano conservato la germinabilità... mentre altri semi, se non ricordo male di dattero vecchi di 6000 anni fa hanno conservato la germinabilità e infatti ne sono stati piantati con risultati positivi... :)

 

E' bello per un preistorico come me scoprire ste cose anche se in italia non sono in tanti ad occuparsi della preistoria delle americhe :(

 

ciao ciao

 

PS: durante qualche scavo mi è capitato di trovare qualche semino carbonizzato di 6000 anni fa (ovviamente cereali)

 

 

Hai fatto qualche foto? Mi auguro di si.

 

Mostrale così possiamo guardarle e commentarle.

 

Ciao

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Il peperoncino? Lo si usava già 6.000 anni fa

"E' la spezia più antica della storia"

di ALESSIA MANFREDI da Repubblica.it

 

 

"Sapevamo da testimonianze storiche ed etnografiche che quelle popolazioni mangiavano peperoncino coltivato, ma questa ne è la prima conferma archeologica" racconta Deborah Pearsall, professore di antropologia all'Università del Missouri, che ha lavorato allo studio. Il peperoncino, quindi, potrebbe essere una delle più antiche spezie usate in cucina in America, dove è nato.

 

I microgranuli di amido fossilizzati, al microscopio appaiono come dei cerchi appiattiti, con una minuscola depressione al centro e sono diversi da quelli di altri cibi. Gli esemplari più antichi sono stati rinvenuti nell'Ecuador sud-occidentale e risalgono appunto a 6.000 anni fa.

 

I nostri avi ne erano ghiotti e la passione si è tramandata nei secoli immutata, fino a farlo diventare oggetto di culto. C'è chi lo osanna per le virtù terapeutiche: è disinfettante, facilita la digestione, è ricco di vitamina C, afrodisiaco. L'Italia gli ha dedicato un accademia e numerosi festival. E chi, semplicemente, sulla tavola non può farne a meno. Oggi ne esistono oltre 600 specie, che culiminano nel mitico Habanero, il più piccante e pregiato di tutti.

 

"Quello che non ci ha sorpreso nei nostri studi - dice ancora la dottoressa Perry - è la diffusione del "chili" su un territorio così esteso. Sono solo 500 anni che Cristoforo Colombo lo ha portato in Europa, ed è già diventato parte integrante delle cucine di tutto il mondo. Penso che i nostri avi ne amassero il sapore proprio come noi oggi".

 

Pare che lo usassero soprattutto per condire stufati ed elaborate zuppe a base di manioca e mais, altri due alimenti che non mancavano mai per cena: le loro tracce sono state trovate sugli utensili di pietra accanto a quelle del peperoncino.

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Chissà se un moruga fossile sarebbe ancora piccante :11_confused:

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